Buco nero oscurato

(ASI) – Siamo abituati a considerarli come degli aspiratutto, che spazzano via ogni cosa incontrino lungo il loro cammino. In realtà, però, i buchi neri, soprattutto quelli supermassicci, possono rimanere a lungo circondati da nubi di gas, polveri e materiale stellare, prima di divorarli.

Nei buchi neri ospitati da singole galassie queste nubi di gas e polveri hanno l’aspetto di ciambelle (immagine sinistra della foto). Ma nel caso di galassie che si fondono, questo materiale assume la forma di una sfera, oscurando interamente il buco nero (immagine destra in foto).

Lo dimostrano gli ultimi dati del telescopio spaziale NASA NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array), pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

I dati si basano sull’osservazione di 52 galassie. Almeno la metà di loro, secondo gli autori, si trova in una fase avanzata del processo di fusione.

“Più prolungata è la fusione tra le galassie, più nascosto sarà il buco nero supermassiccio risultante dalla fusione dei due mostri ospitati dalle singole galassie – spiega Claudio Ricci, primo firmatario dello studio -. Le due galassie interessate si vengono, così, a trovare avvolte da un bozzolo di gas e polveri. All’interno del quale – conclude Ricci – il buco nero supermassiccio cresce molto rapidamente”.

Lanciata nel giugno 2012, NuSTAR è una missione guidata dal Caltech e gestita dal JPL della NASA, entrambi con sede a Pasadena. L’ASI, partner della NASA assieme alla Danish Technical University, contribuisce alla missione fornendo la propria stazione di terra di Malindi, in Kenya, il software di riduzione dei dati scientifici sviluppato presso l’ASDC (ASI Science Data Center) e il supporto tecnico e scientifico di un team di studiosi italiani.

Crediti Foto: National Astronomical Observatory of Japan

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