Buco nero in una vasca

Come l’acqua che mulina intorno a uno scarico, fino a precipitarvi dentro. Creando nelle vicinanze delle onde, che perturbano l’ambiente circostante. Così potrebbe apparire lo spazio-tempo nei dintorni di un buco nero.

Gli scienziati dell’Università di Nottingham ne hanno realizzato una simulazione grazie a una vasca d’acqua, un generatore per le onde e dei coriandoli di carta per simulare il moto intorno al vortice. I risultati sono illustrati in una ricerca pubblicata su Nature Physics.

Lo studio, sottolineano gli autori, getta nuova luce sulla fisica dei buchi neri rotanti e, in particolare, sul cosiddetto fenomeno della “superradianza”. Un fenomeno, noto anche come meccanismo di Penrose, che permette di spiegare l’energia emessa da questi oggetti. Cannibali cosmici che catturano con il loro abbraccio gravitazionale tutto ciò che capiti loro a tiro, luce compresa.

I ricercatori britannici, in particolare il team del Quantum Gravity Laboratory, hanno realizzato una vasca lunga tre metri, larga un metro e mezzo e profonda 50 cm. In essa, con un sistema di pompe, hanno creato un vortice al centro.

“Molti dei fenomeni bizzarri che riguardano i buchi neri sono difficili, se non impossibili da studiare direttamente – spiega Silke Weinfurtner, coordinatrice del team britannico -. Per questo, pensiamo che il nostro studio, un lavoro congiunto di fisici, astrofisici e ingegneri, possa stimolare ulteriori ricerche per l’osservazione della superradianza in astrofisica”.

Crediti Foto: The Univeristy of Nottingham

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