Bosone X cercasi

(ASI) – La Natura a livello fondamentale continua a riservare sorprese agli scienziati. Negli stessi giorni in cui il CERN di Ginevra smentisce i rumor circolati nei mesi scorsi sulla possibile scoperta di una nuova particella fantasma, un cugino pesante del famoso Bosone di Higgs, dall’University of California – Irvine arriva una notizia che, se confermata, potrebbe mutare radicalmente le nostre conoscenze sulla materia. I fisici teorici statunitensi, in uno studio appena pubblicato sulle Physical Review Letters (PRL), hanno ipotizzato l’esistenza di una particella esotica, mediatrice di una forza fondamentale della Natura nuova di zecca. Una quinta forza, che si andrebbe ad aggiungere, il condizionale è d’obbligo, a quella che tiene i nostri piedi ben saldi al suolo, la forza gravitazionale, gli elettroni legati al nucleo atomico, quella elettromagnetica, e alle due forze nucleari, debole e forte, che tengo il Sole acceso.

«Se fosse vero, sarebbe rivoluzionario – commenta Jonathan Feng, uno degli autori dello studio -. Se confermata, la possibile esistenza di una quinta forza muterebbe radicalmente la nostra comprensione dell’Universo, con conseguenze sulle teorie di unificazione delle forze e sulla materia oscura». I ricercatori Usa sono arrivati alle loro conclusioni dopo essersi imbattuti in uno studio dei fisici sperimentali dell’Accademia delle Scienze Ungherese che, studiando un anomalo decadimento radioattivo, hanno ipotizzato l’esistenza di fotoni 30 volte più pesanti degli elettroni. “Fotoni oscuri”, possibili costituenti di quella materia invisibile che, secondo gli scienziati, dà conto dell’85% della massa dell’Universo.

Secondo i fisici teorici dell’University of California – Irvine, gli insoliti risultati dei colleghi ungheresi sarebbero imputabili proprio all’esistenza di una quinta forza fondamentale della Natura. Non ai cosiddetti fotoni oscuri, quindi, ma a una nuova particella mediatrice di forza che, a causa della sua misteriosa natura, hanno battezzato “bosone X”. «I fisici sperimentali non sono stati in grado di affermare che si trattasse di una nuova forza – spiega Feng -. Hanno semplicemente visto un eccesso di eventi che indicava una nuova particella. Ma non era loro chiaro se si trattasse di una particella di materia o mediatrice di forza». Gli stessi ricercatori Usa sottolineano la necessità di effettuare nuove misure sperimentali. «Sebbene la nuova particella non sia molto pesante, è difficile da trovare perché le sue interazioni sono molto deboli. Adesso, però – concludono i fisici californiani -, i tanti laboratori che si occupano di questo filone di ricerca, sanno dove guardare».

Il link allo studio Usa: http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.117.071803

Crediti Foto: ESA/HUBBLE & NASA; ACKNOWLEDGEMENT: JUDY SCHMIDT

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