Bigelow rilancia

Una destinazione per il turismo e un punto di partenza per le future missione verso la Luna e Marte”: così recita il comunicato congiunto diffuso da Bigelow Aerospace e United Launch Alliance (ULA) in occasione dell’apertura dello Space Symposium di Colorado Springs, edizione numero 32.

Rispettivamente, l’azienda USA pioniera nel campo dei moduli spaziali ‘espandibili’ – che ha appena compiuto i suoi primi 18 anni – e la potente joint venture tra Lockheed Martins e Boeing – che fornisce servizi di lancio alla NASA e alla Difesa USA – hanno scelto il più importante appuntamento ‘spaziale’ di primavera per annunciare che sui moduli ‘gonfiabili’ come il BEAM lanciato in orbita la scorsa settimana fanno sul serio.

Per la precisione: un Atlas V in configurazione 552* (fornito da ULA) nel 2020 lancerà un modulo abitabile B330 (‘made’ by Bigelow). Il comunicato congiunto specifica che il lancio sarà solo il primo di una serie, si presume lunga, a seconda delle risposte del mercato.

In casa Bigelow il progetto è denominato XBASE (Expandable Bigelow Advanced Station Enhancement): il modulo B330, che sviluppa un volume di circa 330 metri cubi ed è lungo circa 17 metri, è in grado di accogliere fino a 6 persone. La prospettiva di agganciare il modulo alla ISS è esplicitamente presa in considerazione dal ‘fondatore’, Robert Bigelow: “Stiamo pensando a diverse opzioni, inclusa la possibilità, che stiamo ancora discutendo con la NASA, di agganciarlo alla ISS”.

“Le prospettive di future missioni umane su asteroidi o su Marte stanno incidendo sempre più profondamente sul nostro immaginario collettivo” commenta Gabriele Mascetti, responsabile del Volo Umano all’Agenzia Spaziale Italiana. “Si parla dello Spazio con un’attenzione maggiore alle sue prospettive commerciali e sono sempre più numerose e incredibili le possibili soluzioni tecnologiche, come in questo caso. Modularità, flessibilità, riduzione delle masse e dei volumi – conclude Mascetti – sono aspetti chiave su cui far leva nella realizzazione di avamposti abitati che rendano ipotizzabile la presenza umana oltre della bassa orbita terrestre”.

* La configurazione 552 è la più potente possibile per l’Atlas V. Prevede cinque booster, due motori all’upper stage Centaur e un fairing più grande creato per l’occasione (che allungherà l’altezza del vettore di 3 metri fino a 65 mt). Non ha ad oggi ancora mai volato.

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