Verso Bennu, a tutto gas

“Motori accesi, Bennu arriviamo”. Saranno state all’incirca queste le parole pronunciate dagli ingegneri del team di OSIRIS-REx per commentare con soddisfazione il completamento della prima manovra di correzione dell’orbita, eseguita lo scorso venerdì alle 7 del mattino, ora italiana.La missione NASA, in marcia verso l’asteroide carbonaceo di tipo B 101955 Bennu, da cui poi tornerà indietro con un set di campioni di suolo al seguito, ha effettuato la prima delle operazioni di aggiustamento – Trajectory Correction Maneuver, TCM – previste nel corso del suo viaggio: in una manciata di secondi, 12 per l’esattezza, attraverso l’accensione dei motori TCM, OSIRIS-REx ha accelerato il passo verso il suo obiettivo di 1,7 chilometri orari con un dispendio di energie pari a 5 chilogrammi di carburante.Il “ritocco” della traiettoria, originariamente contemplato in caso di necessità, è stato in realtà una prova generale: il volo del vettore Atlas V che l’8 settembre ha dato il via alla missione, è stato impeccabile e quello del 7 ottobre – TCM-1 – solo un test in vista di future manovre. Per TCM-1 era stato predetto il consumo di 11 chilogrammi di propellente per modificare la velocità di crociera fino ad un massimo di 41 chilometri all’ora. Dato che la correzione non si è resa indispensabile, il carburante risparmiato sarà utilizzato come jolly nelle future operazioni di approccio a Bennu.Per seguire le manovre il team di OSIRIS-REx ha monitorato le comunicazioni in onde radio tra la sonda e le antenne del Deep Space Network, misurando l’effetto Doppler: dopo 44 secondi – il ritardo con cui il segnale giunge a terra dal punto sorgente – sono arrivati i primi dati che confermavano l’esito positivo.OSIRIS-REx imbarca 4 tipi di motori che gli conferiscono grande abilità di movimento: gli Attitude Control System, utilizzati in fase di lancio per orientare la marcia della navicella, i TCM per modificare la traiettoria, il Main Engine che verrà acceso a dicembre per sfruttare l’effetto fionda gravitazionale e la schiera della famiglia Low Thrust Reactione Engine Assembly (LTR) incaricata di intraprendere le delicate manovre di avvicinamento alla superficie dell’asteroide.

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Verso Bennu, a tutto gas