‘Batticuore’ galattico

(ASI) – Una relazione tumultuosa a 370 anni luce dalla Terra. E’ quella che caratterizza il sistema costituito dalla stella HAT-P-2 e da HAT-P-2b, pianeta di tipo ‘Hot Jupiter’ che le orbita intorno. Il love affair è stato scoperto dallo sguardo elettronico del telescopio spaziale Spitzer della NASA, che, tra il 2011 e il 2015, ha tenuto sotto controllo i due corpi celesti per circa 350 ore. Le insolite pulsazioni nel guscio esterno di HAT-P-2, secondo gli studiosi, sarebbero causate proprio dal pianeta ogni volta in cui, durante l’orbita, si avvicina alla sua compagna. La scoperta è stata illustrata nell’articolo “Planet-induced Stellar Pulsations in HAT-P-2’s Eccentric System”, pubblicato recentemente su The Astrophysical Journal Letters. Il ‘batticuore’ stellare è venuto a galla per caso. Il team della ricerca, infatti, si era concentrato sui dati di Spitzer per approfondire le caratteristiche di HAT-P-2b, esopianeta noto alla comunità scientifica sin dal 2007 e ritenuto di particolare interesse per la sua orbita eccentrica.

Spitzer (Credits: NASA) Il gruppo di lavoro ha notato che i ‘palpiti’ di HAT-P-2 sono le più tenui variazioni di luce mai misurate dal telescopio della NASA e che un effetto del genere, riscontrato precedentemente in sistemi stellari binari chiamati ‘Heartbeat Stars’, non era stato mai osservato tra una stella ed un pianeta. HAT-P-2b, la cui massa è otto volte quella di Giove, è un pianeta relativamente massiccio ma, confrontato con la sua stella, appare minuscolo.HAT-P-2, infatti, ha dimensioni ‘monumentali’: circa 100 volte più massiccia del suo partner. Data la differenza di mole tra i due oggetti celesti, per gli astronomi una simile interazione cui sarebbe il pianeta a ‘dare il la’ è particolarmente inusuale. L’incontro ravvicinato della coppia avviene circa ogni 5 giorni, quando HAT-P-2b, nel suo ‘girovagare’ eccentrico, si accosta alla sua compagna, suscitandone il ‘batticuore’ con la sua influenza gravitazionale. L’analisi di questo insolito sistema, che ha lasciato i ricercatori di stucco, schiude nuove prospettive di studio sulle interazioni tra stelle e pianeti.

‘Batticuore’ galattico