Batteri prima del previsto

Potremmo essere costretti a ripensare alle tempistiche e alle modalità di debutto della vita sulla Terra e, strizzando l’occhio al cielo, addirittura immaginare un passato simile anche per Marte.Secondo un recente studio apparso sulla rivista Nature, tracce fossili di microorganismi, incastonati negli strati di rocce sedimentarie prelevate nel Quebec, fornirebbero evidenza del fatto che la vita sul nostro pianeta è sbocciata prima del previsto: dall’analisi condotta da un team di ricercatori coordinati da NASA, UCL, Carnegie of Canada e UK Engineering and Physical Sciences Research Council, i fossili individuati avrebbero la veneranda età di 3,770 milioni di anni. Di gran lunga più vecchi delle formazioni prelevate in Australia, precedentemente indicate come le più antiche mai reperite e datate 3, 460 milioni di anni.I risultati pubblicati dall’equipe internazionale si basano sullo studio di campioni prelevati nella Nuvvuagittuq Supracrustal Belt, una formazione canadese che contiene le rocce sedimentarie più antiche della Terra, probabilmente parte di un sistema idrotermale sottomarino ricco di ferro. Dalle bocche del camino vulcanico sommerso, in tempi insospettabilmente remoti, sarebbero emersi i primi batteri.Indizi della comparsa precoce della vita, espressa attraverso quelli che ora sono solo fossili racchiusi in uno scrigno di ematite ed un tempo erano microorganismi, spinge gli esperti ad anticipare le tappe dell’evoluzione della vita sul nostro pianeta.E perché non considerare che all’incirca nello stesso momento in cui i batteri più vetusti si insediavano sulla Terra, su Marte l’acqua scorreva sulla superficie in forma liquida? Anche il nostro vicino di casa dunque potrebbe nascondere tra le sue formazioni tracce simili. Oppure, solo nell’intero Sistema Solare, il nostro mondo è l’unico ad aver avuto in sorte il dono della vita?

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Batteri prima del previsto