Basta un poco di zucchero

(ASI) – Per la costruzione della vita basta un poco di zucchero. Lo hanno scoperto gli studiosi dell’Università di Nizza Sophia-Antipolis e del Consiglio delle ricerche francese Cnrs, coordinati dalla ricercatrice Cornelia Meinert. Simulando le condizioni dello spazio interstellare agli albori della nascita del Sistema Solare, i ricercatori hanno potuto ricostruire in laboratorio i “mattoni della vita”, le molecole alla base dell’esistenza degli esseri viventi. Si tratta di zuccheri, come il ribosio, che contribuiscono alla formazione delle molecole biologiche come il Dna, acido desossiribonucleico, e l’Rna, acido ribonucleico che dal ribosio prende parte del suo nome.

L’importante risultato pubblicato sulla rivista “Science” è una conferma del ruolo delle comete e, in generale, dei corpi celesti, che non si limitano a trasportare le molecole ma a produrle. Secondo quanto ha osservato il chimico organico Raffaele Saladino, dell’Università della Tuscia, i corpi celesti sarebbero quindi vere e proprie fabbriche chimiche in grado di creare molecole nelle più varie condizioni sperimentali. Grazie a questo risultato, che ha il merito di ricostruire il meccanismo che genererebbe il carburante necessario alla vita delle cellule, potranno essere scandagliate le molecole organiche nelle comete di cui abbiamo già raccolto dei campioni, come la cometa Wild-2. Anche la cometa 67P/Churymov-Gerasimenko, analizzata dalla missione europea Rosetta per mezzo del lander Philae, potrà fornire i suoi dati.

L’esperimento è scaturito dalla simulazione in laboratorio delle condizioni presenti alla nascita del Sistema Solare, quando grani di ghiaccio e polvere disaggregati, destinati in seguito a costituire i primordiali nuclei delle comete, erano ininterrottamente bombardati dai raggi ultravioletti di un Sole giovanissimo. I grani di ghiaccio delle comete sono stati artificialmente ricreati in laboratorio dai ricercatori mediante il congelamento a 200 gradi sotto zero di una miscela di acqua, metanolo e ammoniaca, mentre il compito di riprodurre il bombardamento dei fasci ultravioletti del Sole ai primordi è toccato al sincrotrone francese Soleil. Dal bombardamento dei raggi ultravioletti sui grani di ghiaccio è derivata la formazione di un composto organico ricco di zuccheri deputati alla produzione di energia nelle cellule vegetali e animali, quale indizio dell’originario processo di produzione del carburante necessario alle cellule per vivere.

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