Bagliori di cristallo

(ASI) – Una Terra ‘scintillante’. Così appare il nostro pianeta attraverso gli ‘occhi’ di EPIC (Earth Polychromatic Imaging Camera) a bordo del satellite DSCOVR (Deep Space Climate Observatory) lanciato in orbita nel 2015, che, nel corso di un anno, ha ‘immortalato’ centinaia di lampi di luce che apparivano sugli oceani.

Simili bagliori avevano già catturato l’attenzione dell’astronomo Carl Sagan nel 1993 che, analizzando le immagini della sonda spaziale Galileo, insieme al suo team aveva ipotizzato fossero generati dall’acqua degli oceani.

Da un nuovo studio pubblicato su Geophysical Rerearch Letters, condotto in collaborazione con l’Università del Maryland e l’Università tecnologica del Michigan, un team di scienziati del Goddard Space Flight Center della NASA, attraverso le immagini rilasciate da EPIC ha rivelato che la sorgente dei bagliori non si trova a terra ma essa è generata da cristalli di ghiaccio presenti nell’atmosfera in alta quota sotto forma di particelle che riflettono la luce solare generando bagliori visibili dallo spazio.

Gli scienziati stanno conducendo nuove analisi per capire quanto le particelle di ghiaccio siano diffuse e quale impatto potrebbero avere sulla quantità di luce solare che arriva sul nostro pianeta. Inoltre, i lampi luminosi, secondo il team potrebbero essere utilizzati in futuro per studiare gli esopianeti.

Bagliori di cristallo