Al via i test per LIMADOU

(ASI) -

Procede secondo i piani la marcia verso l’orbita di LIMADOU, progetto con cui l’Italia nel 2017 porterà a bordo della missione cinese CSES (China Seismo-Electromagnetic Satellite) un payload sviluppato per misurare le variazioni nel flusso delle particelle intrappolate nelle fasce di Van Allen che precipitano verso il basso in seguito a perturbazioni generate da fenomeni solari, sismici e antropici.Si tratta del rilevatore di particelle High Energic Particle DetectorHEPD – realizzato da INFN, INAF/IAPS e alcuni atenei italiani, tra cui quello di Roma Tor Vergata, Trento e Nettuno sotto l’egida dell’ASI. HEPD ha effettuato il primo test nella Beam Test Facility, il laboratorio INFN di Frascati in cui lo strumento è stato sottoposto ad un fascio di elettroni ad energia compresa tra i 30 e i 120/150 MeV per testarne le funzionalità e per calibrarlo.Il lavoro di HEPD – di cui Piergiorgio Picozza dell’INFN è P.I. – e degli altri strumenti sarà quello di osservare gli eventi che coinvolgono la ionosfera e sottoporre a verifica scientifica rigorosa i meccanismi che collegano il nostro pianeta e le sue dinamiche interne al plasma che circonda la Terra, con l’obiettivo di sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio sismico dallo spazio. LIMADOU – nome nato della translitterazione in mandarino delle iniziali del matematico gesuita del 1500 Matteo Ricci, con cui è stata battezzata la parte italiana del programma – prende forma in seguito all’accordo firmato tra Agenzie spaziali Italiana e Cinese (CNSA) nel 2013. Il nostro Paese attraverso l’ASI guadagna così un posto di rilievo nella realizzazione della piattaforma spaziale cinese per lo studio degli eventi sismici, assumendo in carico la progettazione, la messa a punto e il testing del rilevatore di particelle HEPD, il supporto alla realizzazione del rivelatore di campo elettrico (EFD) e il programma di test in camera a plasma dell’EFD e di altri strumenti realizzati dalla collaborazione cinese.La missione CSES – che coinvolge l’Italia attraverso LIMADOU e HEPD – ha l’obiettivo di identificare e studiare possibili fenomeni precursori sismici di tipo elettromagnetico (ad esempio una modifica dello spettro ULF e VLF), ionosferico (anomalie nel Total Electron Content – TEC) e magnetosferico (come la precipitazione di elettroni dalle fasce di Van Allen). Il fine ultimo della missione consiste nel cercare possibili correlazioni spazio temporali tra le variazioni di parametri fisici – tipicamente osservabili dallo spazio – e l’avvento di terremoti di grande intensità, ma anche di studiare i meccanismi alla base di queste correlazioni.

Al via i test per LIMADOU
Al via i test per LIMADOU