WEF, le 144 economie più competitive. E l’Italia? Indici e classifica

Competitività italiana al palo, tra Panama e Kazakhstan, secondo il World Economic Forum. Classifica e punti di forza/debolezza del nostro Paese

(Teleborsa) – E’ la Svizzera il Paese con l’economia più competitiva in assoluto. Lo ha decretato il World Economic Forum nel Rapporto sulla competitività globale 2014-2015 pubblicato oggi.

La Fondazione no profit elvetica premette che la ripresa mondiale è dovuta soprattutto alla politica monetaria e che per garantire una crescita a lungo termine sono necessarie riforme strutturali, riforme che ad oggi non sono state messe in atto in modo soddisfacente né nelle economie avanzate né in quelle emergenti.

Tornando alla classifica, la Svizzera si conferma sul podio per il sesto anno consecutivo grazie ad un mix di fattori quali la capacità di innovazione, l’elevato grado di educazione e l’efficienza del mercato del lavoro anche se, avverte il WEF, in futuro potrebbe trovare difficoltà a reperire personale con elevate competenze. Attenzione anche alle possibili derive populiste.

Al secondo posto si piazza Singapore, seguita da Stati Uniti, Finlandia, Germania, Giappone, Hong Kong, Olanda, Regno Unito e Svezia.

L’Italia si deve accontentare del 49° posto, confermandosi in impasse assieme a Francia e Spagna mentre fanno passi avanti le tre periferie cadute sotto il peso della crisi del debito, ossia Grecia, Irlanda e Portogallo, soprattutto grazie alle riforme messe in atto per assicurarsi gli aiuti di Banca Centrale Europea, Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale.

Sempre restando in Unione Europea, secondo L’Organizzazione con sede a Cologny tra i fattori che ne ostacolano la competitività si annoverano la difficoltà di accesso al mercato finanziario, i tassi di interesse, le normative nel mercato del lavoro e quelle fiscali.

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DOWNLOAD: LA CLASSIFICA COMPLETA (.pdf)
The Global Competitiveness Index 2014–2015

COME NASCE IL RAPPORTO
Il rapporto misura la competitività attraverso un set di indicatori basati prevalentemente sulla percezione dei manager. In Italia la ricerca viene realizzata per conto del World Economic Forum da parte della Divisione Ricerche di SDA Bocconi.

L’indice approfondisce 12 aspetti della competitività di un paese, che possono essere raggruppati in tre macroaree: requisiti di base (istituzioni, infrastrutture, ambiente macroeconomico, sanità e istruzione di base); stimolatori dell’efficienza (alta formazione, efficienza dei mercati dei beni, efficienza del mercato del lavoro, sviluppo del mercato finanziario, sviluppo tecnologico, dimensioni del mercato) e fattori di innovazione e sofisticatezza (sofisticatezza del business e innovazione).

CASO "ITALIA"
Rispetto alle altre economie più avanzate, l’Italia evidenzia punti di debolezza sui fondamentali, come il funzionamento delle istituzioni (106° su 144), la ridotta efficienza del mercato del lavoro (136°), la pressione fiscale (134°) e la criticità dell’attuale scenario macroeconomico (108°). Tra i punti di forza, invece la sofisticatezza del business (25°) e le dimensioni del mercato locale (12°).

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