Vulcano Eyjafjallajokull: compagnie aeree, peggio dell’11 settembre

Perdite per 250 milioni di dollari al giorno, impatto di uno o due punti anche sul Pil europeo

Più di 63mila voli cancellati, 313 scali paralizzati.
Oltre alla beffa (per i passeggeri), il danno economico per gli operatori del trasporto aereo.
Sono questi gli effetti dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull. E non è finita.

Il direttore generale dell’organizzazione degli aeroporti europei (Aci Europe), Oliver Jankovec, spiega la situazione con un paragone a effetto: “L’impatto economico è già oggi maggiore di quello subito dopo l’11 settembre 2001” quando, lo ricordiamo, l’attentato alle torri gemelle di New York provocò la paralisi dei voli internazionali.

il numero uno della Iata, Giovanni Bisignani, quantifica in 250 milioni di dollari al giorno le perdite per le compagnie aeree. Il settore chiede quindi l’apertura urgente di “alcuni corridoi”:  “Dobbiamo superare questa chiusura generale e trovare meccanismi per aprire flessibilmente lo spazio aereo, passo dopo passo”, ha detto Bisignani.

E se durasse? “I viaggi ed il turismo rappresentano circa il 5% del Pil dell’area euro, pari a mille miliardi di dollari: uno stop prolungato potrebbe costare 5-10 miliardi di dollari alla settimana“. Che significa? “Se le ceneri dovessero permanere per mesi, il crollo dei ricavi di questi settori potrebbero ridurre di 1 o 2 punti percentuali la crescita di Eurolandia”. Lo spiega Vanessa Rossi, ricercatrice di Chatham House.

E l’Unione Europea scende in campo istituendo un gruppo ad hoc che si occuperà di reagire alla crisi del trasporto aereo.  Il commissario alla concorrenza, Joaquin Almunia, sintetizza la posizione di Bruxelles: “Se gli stati membri decideranno di aiutare le compagnie tramite aiuti di stato, faremo in modo di renderlo possibile”.

Nel 1821, data dell’ultima eruzione, l’Eyjafjallajokull andò avanti a sputare lava, cenere e lapilli per un anno e mezzo. Nelle compagnie aeree, c’è già chi si affida al proprio santo protettore.

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