Voucher acquisto servizi baby sitting: come funzionano e come richiederli

Vediamo come funziona tale beneficio e come può essere richiesto

Fisco 7Le madri lavoratrici possono richiedere presso l’INPS voucher per l’acquisto di servizi di babysitting. L’agevolazione, alternativa rispetto al congedo parentale, può essere richiesta dopo il periodo di astensione dal lavoro per il congedo di maternità e comunque entro gli 11 mesi seguenti. Vediamo come funziona tale beneficio e come può essere richiesto.

Beneficiari – Le madri lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato aventi diritto al congedo parentale e le lavoratrici iscritte alla gestione separata (comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate). L’agevolazione spetta anche se si è fruito in parte del periodo di congedo parentale.

Misura dell’agevolazione – Il beneficio contributivo è pari a 600 euro mensili, erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata). Come detto, l’agevolazione è alternativa rispetto alla fruizione del congedo parentale, al quale la lavoratrice deve quindi rinunciare. Alle lavoratrici part-time verrà concesso un contributo in misura riproporzionata all’entità della prestazione lavorativa. È possibile richiedere l’agevolazione anche per più figli (tramite apposita domanda per ciascuno di essi) purché siano rispettati i limiti temporali indicati dalla normativa.

Domanda – Le madri lavoratrici devono presentare la domanda direttamente in modalità telematica, attraverso il sito dell’INPS, oppure tramite patronato. Nella domanda sarà necessario specificare il numero di mesi di fruizione del beneficio, dichiarare la rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale e dichiarare di avere presentato modello ISEE.

Successivamente alla comunicazione di accoglimento della domanda, l’INPS eroga 600 euro in voucher cartacei (buoni lavoro), per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.

La madre beneficiaria dell’agevolazione dovrà ritirare i buoni, entro e non oltre 120 giorni, presso la sede provinciale INPS territorialmente competente. Il mancato o parziale ritiro comporta l’automatica rinuncia al beneficio o alla parte di voucher non ritirata nel termine, con la conseguente possibilità di utilizzare il periodo di congedo parentale a cui la madre aveva rinunciato nel momento di presentazione della richiesta.

Prima dell’inizio della prestazione lavorativa del servizio di babysitting, la madre lavoratrice ha l’obbligo di comunicare preventivamente, attraverso i canali INPS e INAIL, l’inizio della prestazione, indicando, oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale del prestatore, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa.

Coloro che prestano servizi di babysitting possono riscuotere il corrispettivo dei buoni lavoro ricevuti, intestati e sottoscritti dalla committente, presso qualsiasi ufficio postale, previa esibizione di un valido documento di riconoscimento, entro e non oltre i 24 mesi dalla data di emissione del voucher.

Fabrizio Tortelotti

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