Voli cancellati e in ritardo, gli obblighi della compagnia aerea

Niente più bivacchi in aeroporto"gratis". Il ritardo che supera le due ore equivale alla cancellazione e va risarcito. Fino a 600 euro. Parola di Corte di giustizia europea

Non ci metterà al riparo dalla cancellazione dei voli, dalle code infinite al gate e dalle notti passate in aeroporto nell’attesa di un aereo che non decolla. Ma almeno le compagnie aeree non potranno più fare finta di nulla. La sentenza della Corte di giustizia europea mette un punto fermo sui diritti dei passeggeri e i conseguenti obblighi dei vettori. Stabilendo che il ritardo prolungato del volo equivale alla cancellazione per quello che riguarda i danni  che ne derivano per i passeggeri. E come tale va risarcito. In tempi di partenze è bene saperlo.

Il ritardo come la cancellazione

Un precedente regolamento europeo prevedeva un indennizzo per i passeggeri solo in caso di overbooking e di cancellazione del volo, ma non in caso di ritardo. La Corte di giustizia ha ritenuto illegittima questa disparità di trattamento e, fornendo un’interpretazione estensiva del regolamento, ha stabilito che sono risarcibili anche i ritardi.

Quindi, oltre al rimborso del biglietto, da effettuarsi entro sette giorni, il passeggero ha diritto ai seguenti indennizzi:

   Ritardo Indennizzo           
    • di 2 o più ore per tratte fino a 1.500 km € 250
    • di 3 o più ore per tratte tra 1.500 e 3.500 km € 400
    • di 4 o più ore per tratte extra-europee superiori a 3.500 km € 600


In alternativa al rimborso del biglietto il passeggero può scegliere il primo volo disponibile per la stessa destinazione o in una data a sua scelta. Resta sempre dovuto l’indennizzo.

La compagnia deve anche fornire eventuali pasti e pernottamenti gratuiti e dare la possibilità di fare due telefonate (o fax o invio di email).

Il regolamento si applica ai voli di linea e ai charter in partenza da paesi Ue e verso paesi Ue (in questo caso solo se effettuati da una compagnia aerea comunitaria).

La compagnia aerea non è tenuta all’indennizzo se dimostra che il ritardo è dovuto a circostanze eccezionali, che sfuggono all’effettivo controllo della compagnia aerea. Ma i giudici hanno precisato che un guasto tecnico all’aereo non rientra nella nozione di “circostanze eccezionali” a meno che il problema derivi da eventi che, per la loro natura, sfuggono all’effettivo controllo da parte della compagnia aerea.

Infine i passeggerei devono essere informati sui propri diritti. In caso di cancellazione, negato imbarco o ritardo superiore alle 2 ore, nell’aeroporto deve essere esposto un avviso che indichi dove rivolgersi (al banco di accettazione o al gate) per avere un testo che riporti chiaramente i diritti dei passeggeri e gli obblighi della compagnia.

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