Voli cancellati, Bruxelles chiude la procedura d’infrazione per l’Italia

La Commissione europea rinuncia per adesso alla maxi-sanzione contro l'Italia per i voucher durante il lockdown

Sventata da parte l’Italia la procedura d’infrazione minacciata dalla Commissione europea a causa dei mancati rimborsi sui viaggi durante l’epidemia da coronavirus. Il 30 ottobre Bruxelles ha chiuso la pratica ma solo per ora perché il nostro Paese rimane sotto osservazione.

Voli cancellati, Bruxelles chiude la procedura d’infrazione per l’Italia: la spiegazione

La Commissione ha spiegato con una nota che la procedura è stata chiusa perché “l’Italia ha modificato la sua legge nazionale, tornando così in linea con le norme europee. Ciò significa che per qualsiasi cancellazione dovuta al Covid-19, i consumatori possono scegliere di essere rimborsati entro 14 giorni”.

In realtà sono semplicemente scaduti i termini di applicazione previsti per le cancellazioni fino al 30 settembre 2020, e in tema rimborsi si è quindi tornati alle regole precedenti.

Voli cancellati, Bruxelles la procedura d’infrazione per l’Italia: la vicenda

Tutto comincia quando a marzo scorso il governo italiano permette alle compagnie aeree, costrette a cancellare voli in massa per gli effetti delle restrizioni, di risarcire i viaggiatori tramite voucher dello stesso importo del biglietto, anziché con un rimborso entro sette giorni come invece dispone la normativa europea.

In Europa infatti è previsto che la compagnia aerea possa offrire un voucher, ma in alternativa, non come unica possibilità.

L’Italia ha così rivisto la norma con il successivo decreto Rilancio, concedendo ai viaggiatori di riscuotere il rimborso dopo 12 mesi, in caso di mancato utilizzo del voucher.

Ma il nodo principale dei ristori entro sette giorni è rimasto, in quanto, invece di rimborsare entro breve tempo dalla cancellazione del volo, i vettori hanno continuato a negare il rimborso, rimandando il problema all’anno successivo.

Coloro che hanno acquistato un biglietto prima del 30 di settembre, stanno quindi ancora aspettando lo scadere dei 12 mesi per riavere indietro i soldi del viaggio.

Un dato di fatto sul quale Bruxelles non rinuncia a voler vederci chiaro: “Sappiamo che ci sono problemi per tutti quelli che hanno ricevuto un voucher nei mesi scorsi e questo è il motivo per cui la Commissione sta chiedendo all’Italia si sollecitare le autorità per far sì che questi consumatori, se preferiscono il rimborso al posto del voucher, possano chiederlo e riceverlo rapidamente nel rispetto dei diritti Ue”.

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