Voli, bufera sulle compagnie che vendono biglietti per viaggi cancellati: cosa fare

Una pratica scorretta, e sempre più diffusa, per cui è dovuto intervenire anche l'Enac minacciando pesanti sanzioni

Chiamala, se vuoi, scorrettezza. La bufera scoppiata in queste settimane a proposito dei voli cancellati a causa del Covid, dei mancati rimborsi e dei voucher inutilizzabili si arricchisce ogni giorno di qualche elemento in più.

Biglietti venduti per viaggi cancellati

Anche noi di QuiFinanza vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi delle diverse denunce che abbiamo ricevuto da lettori inferociti che provavano, inutilmente e con addebito dei costi, a mettersi in contatto con il call center Alitalia.

Nonostante la rimozione delle restrizioni alla circolazione in Europa e nell’area Schengen dal 3 giugno, e benché si registri un aumento dei viaggi aerei del 12% in questa fase post lockdown, sono diverse le compagnie che stanno continuando a sfruttare il pretesto Coronavirus per giustificare cancellazioni e modifiche alle prenotazioni. Lasciando i passeggeri a terra, e furiosi.

Il caso Alitalia, ma non solo

In questo mare magnum c’è Alitalia, la nostra costosissima compagnia di bandiera, ma non solo. Come denunciano in molti, c’è il sospetto che i biglietti aerei vengano appositamente venduti per incassare, pur sapendo perfettamente che quei voli non decolleranno mai, oppure che vengano organizzati con la partenza da aeroporti ad oggi ancora chiusi fino a data da destinarsi, come lo scalo di Milano Linate. Le compagnie, così, si starebbero ripagando, cash, delle gravissime perdite subite durante il lockdown.

A cosa hanno diritto i passeggeri

Da regolamento Ue, i clienti che hanno annullato un volo avrebbero però diritto a un rimborso, ma sempre più compagnie stanno diventando abilissime nel dribblare le richieste dei poveri passeggeri rimasti a terra.

Il regolamento Ue prevede che le cancellazioni effettuate dopo la fine delle restrizioni sugli spostamenti, successive quindi al 3 giugno 2020, rientrino pienamente tra quelle che possono beneficiare di un rimborso in denaro e non sotto forma di voucher.

Come spiega bene Altroconsumo, seguendo quanto previsto dai Dpcm emanati nelle diverse fasi dell’allarme Covid-19 per voli e servizi cancellati, gli operatori si sono adeguati proponendo in molti casi un voucher da spendere sui propri canali: una modalità che, seppur consigliata, ha spesso lasciato alcune zone d’ombra riguardo, per esempio, l’imposizione di alcuni limiti di utilizzo. Per questo Altroconsumo ha inviato una lettera a Governo Conte, chiedendo un intervento affinché i voucher abbiano caratteristiche precise, a garanzia anche delle esigenze dei consumatori.

Enac pronto con le sanzioni

Sulla vicenda è intervenuto anche l’Enac, minacciando sanzioni agli operatori che non si adeguano. Dopo il primo richiamo del 18 giugno, l’Ente nazionale per l’aviazione civile avvierà adesso un’istruttoria nei confronti di alcuni vettori per violazione del regolamento Ue che tutela i passeggeri del trasporto aereo.

Cosa fare

Ciò che potete fare se siete rimasti anche voi vittime delle “acrobazie volanti” delle compagnie aree, consigliamo vivamente di inviare quanto prima una Pec, in modo tale da poter dimostrare di aver inoltrato la richiesta nei termini indicati.

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