Se l’Ue dice no ai Coronabond facciamo i Lirabond: la proposta

Federcontribuenti: "Con le lire potremmo evitare ogni crisi economica dovuta alle restrizioni mantenendo autonoma la nostra economia"

Se l’Europa dice no ai Coronabond, perché non pensare ai Lirabond? La proposta, per quanto possa sembrare paradossale, arriva da Federcontribuenti. “Con le lire potevamo e potremmo evitare ogni crisi economica dovuta alle restrizioni mantenendo in piedi e autonoma la nostra economia. Chi ce lo proibisce?”

Perché Usa e Germania possono, e noi no?

Il denaro non basta per evitare il collasso economico, la ripresa sarà lenta e i debiti accumulati, quelli passati e presenti a carico di tutte le PMI e delle famiglie, sono un rischio reale “che dobbiamo scongiurare”, denuncia l’associazione dei contribuenti.

Perché, questo il ragionamento, Trump con la sua Fed può permettersi di “schernirci” con l’ormai celebre frase “Giuseppe was very very happy”, e la Germania di Angela Merkel “con la sua doppia moneta – lo sappiamo che il marco circola ancora – dice no al Coronabond”? L’Italia è come sempre messa alle strette. “Noi potremmo fare come Trump e chiedere, resuscitando la lira, di stampare tutto quanto ci occorre mettendo alla berlina la Rottenmeier d’Europa”.

Quando Monti prescrisse la lira, ma poi perse la causa

Non dimentichiamoci che il 6 dicembre 2011 il Governo Monti stabilì, in deroga alla legge del 2002, che le lire ancora in circolazione si prescrivevano a favore dell’Erario con decorrenza immediata e che il relativo controvalore sarebbe stato versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere assegnato al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

Una decisione che fu presa per ridurre il debito pubblico. Il valore della manovra frutto della conversione fu di 1,5 miliardi di euro, e l’Italia divenne l’unico Paese dell’area euro ad eliminare del tutto la doppia moneta.

Il provvedimento fu poi dichiarato incostituzionale dalla Consulta, dopo l’eccezione di legittimità sollevata da alcuni risparmiatori che chiesero la condanna della Banca d’Italia al pagamento del controvalore delle banconote in lire in loro possesso, oltre al risarcimento dei danni, con l’accusa di avere inutilmente tentato di convertire le banconote in euro presso varie filiali della Banca d’Italia. La causa fu vinta ma non tutti riuscirono a recuperare i propri soldi.

Perché stampare lire

Tornando ad oggi, stampando tante lire quante occorrono a ripianare i debiti potremmo tornare a far sentire la nostra voce. “Schiaffeggiare chiunque ci ringhi contro e mettere fine ad ogni nostro problema” tuona Federcontribuenti.

Si tratterebbe di fatto di immettere le lire nel nostro circuito interno, escludendo ogni canale estero, dove resterebbe l’Euro, una criptovaluta interna. La lira avrebbe il valore di 1,936 euro e sarebbe convertibile in ogni banca italiana. “Se lo fanno negli altri Paesi possiamo farlo anche noi L’autodeterminazione di uno Stato libero e democratico, sovrano come da nostra Costituzione, è un atto dovuto e imperativo, basta solo volerlo”.

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