Tasse universitarie, arriva il taglio: il piano del Governo in tre mosse

Nel decreto Rilancio il Governo Conte ha stanziato 165 milioni di euro per evitare il calo degli iscritti alle università. Ecco il piano, con tre ambiziosi obiettivi

Anche l’università è stata duramente colpita dall’emergenza Covid. Tra atenei chiusi, lezioni bloccate e, appena è stato possibile, reinventate a distanza, esami recuperati e moltissimo caos, anche gli studenti universitari hanno incassato il colpo. Le stime parlano di una contrazione delle immatricolazioni di oltre 10mila iscritti in meno.

165 milioni nel dl Rilancio per l’università

Il decreto Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza) emanato dal Governo Conte per sostenere imprese e famiglie in questa complicatissima emergenza sanitaria stanzia per le università 165 milioni con l’obiettivo espresso di contenere il calo della matricole che, inevitabilmente, si sta già registrando, e non solo in Italia.

Ora, il ministro per l’Università Gaetano Manfredi deve esprimere il suo parere su un decreto inviato alla Conferenza dei rettori (Crui) in cui l’obiettivo è chiaro: ridurre le tasse universitarie (cosa che già diverse Regioni hanno deciso di fare dopo la pandemia) e farlo per almeno uno studente su due, e aumentare le borse di studio a disposizione.

Come funziona oggi la no tax area

Ad oggi, per poter rientrare nella no tax area, cioè la fascia di reddito all’interno della quale non si pagano le tasse universitarie, è necessario rispondere a questi requisiti:

  • per studenti al primo anno, cioè matricole, Isee inferiore a 13mila euro;
  • per studenti al secondo anno, almeno 10 crediti formativi;
  • per studenti iscritti dal terzo anno in su, almeno 25 crediti formativi;
  • gli studenti devono essere in regola con gli studi o, al massimo, essere fuori corso di un solo anno.

Tasse universitarie, come verranno ridotte

I nuovi fondi a disposizione, nel progetto del Governo, dovrebbero invece essere così suddivisi:

1. 50 milioni: primo intervento per alzare la no tax area dagli attuali 13mila a 20mila euro. Risorse che il Miur trasferirà agli atenei in base alla perdita di entrate subita nel 2020/21.

2. 65 milioni: secondo intervento per introdurre uno sconto variabile sulle tasse universitarie per gli studenti con un Isee fino a 30mila euro. Lo sconto dovrebbe essere così ripartito:

  • Isee tra 20mila e 22mila euro: sconto 80%
  • Isee tra 22mila e 24mila euro: sconto 50%
  • Isee tra 24mila e 26mila euro: sconto 30%
  • Isee tra 28mila e 30mila euro: sconto 10%

3. 50 milioni: terzo intervento per finanziare sconti ulteriori oltre le soglie di Isee elencate sopra, in presenza di un calo del reddito familiare autocertificato, così pensato:

  • innalzamento della no tax area oltre i 20mila euro o sconto previsto tra 20 e 30mila euro;
  • esonero totale per i nuclei familiari particolarmente colpiti dalla crisi (da dichiarare con autocertificazione);
  • esonero parziale per altre categorie di studenti.

Aumento delle borse di studio

Il Governo prevede, inoltre, di aumentare il numero delle borse di studio grazie ad uno stanziamento aggiuntivo al Fondo integrativo statale (Fis) di 40 milioni di euro.

Come avverrà la riduzione delle tasse

Il trasferimento dei fondi è previsto in due tranche. La prima metà dipende dalle dichiarazione relative agli sconti totali o parziali inviate via web dagli atenei entro il 15 novembre 2020.

La seconda invece dalle nuove comunicazioni trasmesse entro il 15 marzo 2021. Con la possibilità aggiuntiva di dirottare sui primi due interventi le risorse dedicate inizialmente al terzo tipo di aiuto e rimaste poi inutilizzate.

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