Maxi multa a Sky per pratiche scorrette durante il Covid: come avere il rimborso

L'Antitrust ha condannato il colosso tv a pagare una multa salatissima per pratiche scorrette. Quali pacchetti sono interessati e come richiedere il rimborso

Sky di nuovo nei guai. Mentre si avvicina sempre di più l’ipotesi “spezzatino” per i diritti televisivi della Champions League 2021-2024, che potrebbero finire a Sky, Mediaset e Amazon Prime Video, l’Antitrust ha condannato il colosso tv a pagare una multa salatissima per pratiche scorrette.

Due milioni di euro la cifra record che Sky dovrà pagare, per aver adottato tre pratiche commerciali scorrette nei confronti dei clienti titolari dei pacchetti di abbonamento pay tv “Sky Calcio” e “Sky Sport”.

Esattamente un anno fa, a causa dell’emergenza Covid, il calcio fu sospeso e i canali di Sky non poterono trasmettere le partire oggetto dei vari abbonamenti come Sky Calcio e Sky Sport.

Sky, che ora ha lanciato anche la sua wifi fibra, propose una rimodulazione parziale del costo dei pacchetti, ma solo in pochissimi clienti sono davvero riusciti ad ottenere il totale ristoro, che si poteva avere solo attraverso delle complicate procedure on line, come spiega l’Adiconsum.

Le tre pratiche di Sky ritenute scorrette dall’Antitrust

Ma cosa ha fatto in pratica Sky? Prima di tutto, secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Sky non avrebbe riconosciuto, a fronte dell’emergenza sanitaria Covid e della conseguente sospensione della trasmissione in diretta delle partite e delle altre competizioni sportive, la rimodulazione o almeno il rimborso automatico dei canoni mensili dei pacchetti, dal momento in cui gli eventi sportivi in diretta sono stati sospesi e fino alla loro ripresa. I rimborsi previsti da Sky per Sky Sport e Sky Calcio erano pari 15,20 euro al mese, ossia 7,60 euro al mese a singolo pacchetto.

Una pratica ritenuta scorretta, visto che i clienti Sky sono rimasti vincolati all’abbonamento sottoscritto, in attesa di una futura ripresa degli eventi sportivi sospesi, continuando addirittura a pagare esattamente come prima per la fruizione di un’offerta decisamente ridotta. Scorretta anche nei confronti dei clienti che hanno deciso di recedere dal contratto.

Non solo. La seconda pratica commerciale ingannevole riguarda il cosiddetto “Sconto Coronavirus”, in base al quale è possibile ottenere una riduzione di prezzo sui pacchetti “Sky Calcio” e “Sky Sport” a partire dal momento dell’adesione. In questo caso, la società avrebbe omesso o comunque fornito in modo non adeguato e non tempestivo informazioni in merito a questa opzione, nonché su modalità e tempi per richiederlo, con un conseguente svantaggio economico.

Infine, l’Autorità Garante ha accertato una terza pratica commerciale scorretta, collegata alla seconda: Sky avrebbe imposto ostacoli onerosi e sproporzionati alla fruizione dello “Sconto Coronavirus” da parte dei clienti interessati.

In particolare, nonostante problemi di funzionamento della procedura web che hanno rallentato e complicato la richiesta dello sconto, la società avrebbe consentito, di fatto, l’adesione alla promozione solo attraverso la procedura online, senza prevedere sin dall’inizio e per tutti i clienti una via alternativa. Lo sconto, inoltre, non sarebbe stato applicato nel caso di abbonamenti per i quali era stata inoltrata la disdetta prima dell’insorgere dell’emergenza Covid.

Come avere il rimborso e cosa fare

Poiché le sanzioni dell’Antitrust non hanno un effetto diretto su ogni singolo consumatore che, per ottenere un adeguato risarcimento, dovrebbe iniziare una richiesta individuale, Adiconsum si è attivata e ha chiesto innanzitutto a Sky l’apertura di un tavolo per trovare una soluzione condivisa che permetta agli aventi diritto di ottenere il giusto ristoro di quanto pagato e non goduto, senza dover ricorrere alla via giudiziale.

Sky infatti non permette ai consumatori con un contenzioso di poter attivare, come altre aziende, la conciliazione paritetica. Adiconsum si sta organizzando per avviare una raccolta dei nominativi degli abbonati Sky senza ristoro, come avvenuto per le bollette 28 giorni, da presentare all’azienda. Se volete partecipare potete contattare direttamente Adiconsum per ulteriori informazioni.

Nel frattempo, se siete tra gli sfortunati clienti che non hanno potuto godere dei servizi tv per cui hanno pagato, potete muovervi individualmente mandando una richiesta scritta alla società, via Pec o raccomandata a/r, in cui fate riferimento alla sanzione Antitrust e – consiglia Consumerismo – chiedete immediato rimborso delle mensilità in cui avete pagato un abbonamento per servizi non fruiti causa Covid. Decorsi 30 giorni, potete rivolgervi al competente Corecom per il tentativo di conciliazione on line attraverso il servizio Conciliaweb.

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