Rivoluzione digitale terrestre, bonus tv e decoder inutilizzati

Le richieste del bonus tv per la sostituzione della televisione vanno a rilento: soltanto 9,8 milioni di euro richiesti su 151 milioni

Per il passaggio al digitale terrestre di seconda generazione (Dvb-T2), previsto per luglio 2022, c’è ancora tempo, ma la sostituzione degli apparecchi che supportano soltanto il vecchio sistema (Il Dvb-T adesso in uso) e che diventeranno man mano obsolescenti va ancora a rilento. E il rischio per le reti televisive è di trovare una buona fetta di telespettatori impreparati all’arrivo della rivoluzione della tv.

Rivoluzione digitale terrestre, bonus tv e decoder inutilizzati: le risorse

Il governo ha messo a disposizione ad ogni famiglia con parametri Isee inferiore a 20mila euro un bonus di 50 euro per cambiare la televisione, per un ammontare di risorse di complessivi 151 milioni. Secondo i dati messi a disposizione dal Mise, al 16 settembre di questo fondo sono stati spesi 9,8 milioni di euro corrispondenti a 196.644 contributi richiesti, il 6,5% del totale.

In numero di apparecchi si tratta di 175.508 televisioni e di 21.136 decoder, di cui 18.886 abilitati alla piattaforma terrestre e 2.250 solo satellitari.

Sono ancora cifre basse come mostrato anche dalla ricerca della Fondazione Ugo Bordoni dello scorso marzo, che rivela come su 22,1 milioni di famiglie abilitate alla piattaforma digitale terrestre, quelle che possiedono almeno un dispositivo in grado di ricevere trasmissioni Dvb-T2 erano 9,39 milioni ovvero il 42,4% mentre quelle non ancora pronte erano 12,77 milioni, il 57,6%.

Rivoluzione digitale terrestre, bonus tv e decoder inutilizzati: le richieste

L’incentivo promosso dalla fine dell’anno scorso, nel primo periodo tra il 18 e il 31 dicembre 2019, ha registrato 7.124 contributi erogati. Una piccola accelerazione si è avuta a gennaio con 19.269 e a febbraio con 23.789. Ma durante il lockdown c’è stato un crollo dell’interesse con appena 11.617 e 9.767 bonus, rispettivamente a marzo e aprile. Fino ad arrivare a una leggera ripresa da maggio a settembre, con una media di circa 27mila domande al mese.

Numeri che Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Televisioni, commenta così: “I broadcaster stanno rispettando i tempi, ma stanno emergendo criticità, ad esempio sulla rottamazione delle frequenze per le tv locali perché mancano criteri e certezze per gli indennizzi. E procede molto lentamente la sostituzione degli apparecchi nelle famiglie e questo richiede una più pressante ed efficace campagna di comunicazione istituzionale verso i cittadini”.

Proprio su un rilancio di una campagna di comunicazione più incisiva dovrà puntare la sottosegretaria del Ministero dello Sviluppo Economico, in quota M5s, Mirella Liuzzi. Prima della pausa estiva il Mise ha interpellato gli stessi operatori sulla necessità di ricordare ai telespettatori la scadenza del passaggio al nuovo sistema e sull’esistenza dei bonus per cambiare tv e decoder.

La campagna informativa partirà verso fine anno e andrà per il 40% su spazi televisivi per il 35% sui giornali, per il 15% in radio e per il 10% con altri mezzi a partire dal web.

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