Quanto ci costa l’Europa? Più di 4 miliardi l’anno

Quanto dà e quanto riceve l'Italia dall'Unione europea: siamo in attivo o in passivo con Bruxelles?

Cara Europa. Restare nella Ue ci costa 4 miliardi l’anno. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, complessivamente abbiamo versato all’Europa 230 miliardi e 675 milioni di euro e ne abbiamo incassati 162 miliardi e 330.

CONTI IN ROSSO – E quanto ha ricevuto in cambio da Bruxelles il nostro Paese? Negli ultimi 17 anni l’Italia è sempre stata “in rosso” nei suoi rapporti economici con l’Unione europea. Nel senso che lo stato italiano ha sempre versato alle varie voci del bilancio Ue più soldi di quanti ne abbia ricevuti sotto le più diverse forme.

Ad esempio: il nostro Paese ha versato alle casse comunitarie più di quanto abbia ricevuto con i vari fondi europei per lo sviluppo regionale, la ricerca, la competitività e via dicendo. In media, tra il 2014 e il 2016, l’Italia ha speso ogni anno 3,5 miliardi ponendosi come quarto Paese per contributi netti dopo la Germania (13,6 miliardi), Regno Unito (7,6) e Francia (7,4).

I COSTI DELLA UE – L’anno peggiore è stato il 2011 quando lo squilibrio è stato di oltre 7,6 miliardi di euro: quell’anno, in pratica, abbiamo versato il doppio di quanto abbiamo ricevuto. Anche il 2014 è andato male: lo squilibrio è stato di oltre 7,3 miliardi di euro. Il terzo anno peggiore è stato il 2009: 7,2 miliardi di rosso. Nel 2016 abbiamo contribuito con “solo” 4,7 miliardi.

COLPA DEI PAESI DELL’EST – Il motivo di tanta differenza? Nel 2008 sono entrati in Europa i paesi dell’est e agli stati più ricchi (tra cui l’Italia) è stato chiesto di contribuire versando cifre maggiori, per sostenere lo sviluppo dei nuovi arrivati. In pratica si è versato di più e ricevuto di meno, in modo da dirottare i fondi verso i Paesi più poveri, appunto, per fargli raggiungere lo stesso grado di sviluppo dell’Occidente.

PIU’ UE O RISCHIO ARGENTINA – Ed è proprio di questi giorni il monito dei banchieri italiani che lanciano l’allarme Sudamerica per il nostro paese, se i governanti decidessero di allontanarsi dall’Ue. “La scelta strategica deve essere di partecipare maggiormente all’Unione europea impegnando di più l’Italia nelle responsabilità comuni, anche con un portafoglio economico nella prossima Commissione europea”. A ogni costo, dunque.

I FONDI STRUTTURALI – C’è un altro dato, molto interessante, a completare il quadro. Il dato che vede l’Italia fanalino di coda per investimenti di fondi strutturali Ue destinati alle aree più deboli. I fondi comunitari sono strutturati per cicli di sette anni. L’ultimo ciclo è stato avviato nel 2014 e si concluderà quindi nel 2020. Ebbene, a tirata una linea a dicembre 2017, l’Italia aveva speso (solo) il 3% della montagna di soldi che l’Europa ha stanziato per le aree più deboli: 42,67 miliardi.

Per inciso, siamo il secondo Paese dell’Unione destinatario di questi denari (prima di noi solo la Polonia), che può contare su un contributo di circa 105 miliardi di euro.

Quanto ci costa l’Europa? Più di 4 miliardi l’anno