Quando iniziano i saldi: il coronavirus fa slittare la data

Previsti inizialmente dal 1° luglio, cominceranno un mese dopo: lo ha deciso la Conferenza Stato-Regioni. Ma ci sono delle eccezioni

La conferenza Stato-Regioni ha deciso la data d’inizio dei saldi estivi 2020: partiranno con un mese di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Scelta su cui ha pesato, ovviamente, l’esplosione dell’emergenza sanitaria del coronavirus. Inizialmente previsti per il 1° luglio, quindi, gli sconti cominceranno da sabato 1° agosto e chiuderanno martedì 15 settembre. Ci sono però delle eccezioni per quel che riguarda il primo giorno di saldi.

I saldi iniziano il 1° agosto, ma non in tutta Italia

Il lockdown ha fiaccato il settore del commercio e l’inizio della Fase 2, con le progressive riaperture, non ha immediatamente convinto gli italiani a tornare in massa nei negozi. Dal 18 maggio, infatti, gli acquisti sono stati pochi, complici le file (inevitabili per seguire alla lettera i protocolli sanitari) e la paura del contagio.

Dare il via agli sconti con un mese di ritardo, quindi, darebbe la possibilità ai commercianti di provare a incassare un po’ di più a prezzo pieno, facendo leva sul progressivo ritorno dei clienti nella stagione da sempre cardine dello shopping. L’idea, perciò, sarebbe quella di rinviare l’inizio delle svendite (in Cina, tra l’altro, il periodo di saldi è stata definito ‘revenge spending‘: letteralmente, la ‘spesa della vendetta’ contro il coronavirus). Ci sono però delle eccezioni. Alcuni rivenditori online hanno già iniziato le promozioni, così come anche dei negozi fisici sparsi in più Regioni d’Italia.

Perché si può anche partire in anticipo

Normalmente c’è un divieto, rinnovato ogni finestra di saldi: non si possono fare sconti nel mese che precede il via. Teoricamente, quindi, dal 2 luglio al 31 luglio non si potrebbe strizzare l’occhio ai clienti. Nell’anno del coronavirus, però, la Confcommercio ha sospeso questa regola.

Spetterà quindi alle singole Regioni decide il da farsi: molte di loro hanno già accolto questa decisione, consentendo di partire con gli sconti già da fine giugno. È il caso, per esempio, di Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto e Sicilia.

Resta però l’obbligo, per i commercianti, di esporre il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso accanto al prodotto in vendita. Facoltativa, invece, l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto.

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