Covid, quanti soldi ha perso l’Italia con la pandemia e chi sono i nuovi poveri

Aumentano gli italiani che vivono sotto la soglia della povertà assoluta, e abbiamo perso 2 mila euro pro capite a causa del Covid

L’emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia di Covid ha causato una crisi economica storica in Italia. Dopo il lieve miglioramento del 2019, nello scorso anno si sono registrati numeri allarmanti sul piano dei consumi, mai cosi bassi dal secondo dopoguerra, e sulla povertà assoluta, emersi dagli ultimi rapporti Istat e Confcommercio.

Istat, sale il numero delle famiglie e degli italiani in povertà assoluta

Sono considerati in povertà assoluta tutti gli individui e i nuclei familiari che non possono affrontare le spese minime per condurre una vita accettabile. La soglia di spesa è calcolata dall’Istat su base temporale e territoriale con un paniere che comprende beni e servizi essenziali, come spese per la casa, per la salute e il vestiario.

Nel 2020 oltre 2 milioni di famiglie (+1,2% rispetto all’anno precedente) si trovano a vivere sotto la soglia della povertà assoluta. Si tratta di 5,2 milioni di individui (+1,7%). È il dato più alto dal 2005, anno in cui è iniziata la rilevazione su questo indice. Le famiglie sotto la soglia della povertà relativa sono invece oltre 2,6 milioni, più di una su dieci.

L’incidenza assoluta è più alta al Sud, ma la crescita più ampia è stata registrata al Nord, con la percentuale passata dal 5,8% del 2019 al 7,6%. Il numero di famiglie sotto la soglia aumenta nei comuni sotto i 50 mila abitanti e nelle periferie metropolitane al Nord, nelle città al Centro e nei comuni più piccoli al Sud.

Nell’anno pre Covid le famiglie povere erano distribuite in egual misura in tutta Italia, mentre ora il 47% si trova al Nord e il 38,6% nel Mezzogiorno, con una differenza di ben 167 mila nuclei familiari. Sono oltre 2 milioni e 500 mila i poveri assoluti residenti nelle regioni del Nord e 2 milioni e 259 mila al Sud.

La povertà assoluta raggiunge un tasso dell’11,3% tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, del 9,2% nella fascia di età tra i 35 e i 64 anni e del 5,4% tra gli over 65.

Confcommercio, consumi mai così bassi dal secondo dopoguerra

Confcommercio rileva anche un calo complessivo dei consumi dell’11,7%, ovvero di 126 miliardi di euro. Si tratterebbe del peggior dato mai registrato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Sul dato pesa anche la riduzione dei flussi turistici, con una flessione del 60,4% della spesa dei turisti stranieri, ovvero circa 27 miliardi, quasi tutti concentrati tra le regioni del Centro e del Nord, in particolare il Lazio e la Toscana.

Il rapporto sui consumi dal 2019 al 2021 di Confcommercio evidenzia come il crollo della domanda ha causato “una perdita di oltre 2 mila euro a testa” rispetto all’anno prima della pandemia di Covid, riportando i livelli a quelli del 1995.

Per l’anno corrente è prevista una crescita dei consumi interni del 3,8%. Tuttavia le previsioni sono “molto caute“, soprattutto per l’insicurezza sulla ripartenza del turismo internazionale. La spesa pro capite, viene evidenziato dal rapporto, “non riuscirà a recuperare nemmeno un terzo di quanto perso durante la pandemia“.

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