Perché d’estate manca l’acqua in Italia e cosa possiamo fare per risparmiare

Cambiamento climatico, sprechi domestici e un'infrastruttura inadeguata e danneggiata rendono la bella stagione sempre più asciutta, causando enormi disagi alle famiglie

Gli effetti del riscaldamento globale e della crisi climatica sono ormai sotto gli occhi di tutti, e negli ultimi anni stiamo assistendo sempre più frequentemente a fenomeni meteo estremi. Non è però una novità che d’estate manca l’acqua nelle case di molti cittadini italiani, in particolare nelle regioni del Centro e del Sud. Il problema sembra aggravarsi con il tempo, ma l’inquinamento e l’azione dell’uomo sono solo una parte del problema. Anzi, proprio la mancanza di manutenzione e di interventi rischia di lasciare ancora milioni di italiani senza questo bene primario.

Perché d’estate manca l’acqua in Italia e cosa c’entra il cambiamento climatico

Ma andiamo per ordine. L’innalzamento della temperatura media, il fenomeno dell’evapotraspirazione e la mancanza di piogge in lunghi periodi dell’anno aumentano il rischio della diminuzione di disponibilità idrica. Il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici stima che nel 2080 l’acqua disponibile sarà inferiore del 40%.

Se quella data appare ancora lontana, basti pensare che solo nel 2017 i quattro principali fiumi italiani, il Po, l’Adige, il Tevere e l’Arno, hanno perso il 40% della loro portata media annua rispetto al periodo compreso tra il 1981 e il 2010. Non è un mistero che la maggior parte delle Regioni, ogni anno, dichiari lo stato di emergenza a causa della siccità e della carenza di acqua potabile.

Il cambiamento climatico però porta anche a piogge abbondanti, come le bombe d’acqua di cui si parla sempre più spesso e che anche quest’anno hanno investito diversi territori in tutta Italia. Ma come mai tutta quell’acqua non è stata raccolta? Per rispondere a questa domanda è necessario dare un’occhiata allo stato delle infrastrutture e alla mancanza di regolamentazioni per tutelare le risorse idriche.

Perché d’estate manca l’acqua in Italia: è colpa delle condizioni della rete idrica

La situazione è critica nella maggior parte del Paese, a causa di perdite fisiche causate dal deterioramento degli impianti, da rotture nelle tubazioni, da giunti difettosi e, seppur in minima parte, da comportamenti illeciti come allacci abusivi e errori di misura dei contatori.

Nel 2020, secondo l’ultima rilevazione Istat, ben 2,3 milioni di famiglie ha lamentato l’irregolarità del servizio di erogazione dell’acqua domestica, in particolare nel Mezzogiorno, con valori più alti in Calabria e in Sicilia.

Negli ultimi 10 anni l’indicatore di efficienza delle reti comunali di distribuzione, ovvero il rapporto tra il volume di acqua erogato per usi autorizzati e quello immesso nella rete idrica, ha raggiunto il 58%. Una percentuale molto bassa e in continuo declino.

“Piove, Governo ladro”, si diceva già durante il Risorgimento. Ma a gravare sulle inadeguate condizioni strutturali è anche il rimbalzo di competenze tra il settore pubblico e quello privato. Nonostante un referendum plebiscitario, infatti, l’acqua non è ancora un bene di tutti, e gli operatori non sembrano interessati a spendere per migliorare la rete.

Perché d’estate manca l’acqua in Italia: i consigli per evitare gli sprechi domestici

Sulla situazione globale, tuttavia, pesano anche i nostri comportamenti. Da una parte l’industria agricola tarda ad adeguarsi a nuovi standard e alle nuove tecnologie, che permetterebbero ingenti risparmi di acqua. Dall’altra ci sono i singoli individui, spesso poco informati o disinteressati alla causa. Se di fronte ai danni strutturali e ai disastri naturali il comune cittadino può fare poco, è proprio a casa che si combatte la guerra agli sprechi.

Il progetto Acqua nelle nostre mani, realizzato in collaborazione tra National Geographic e Finish, ha calcolato il quantitativo di acqua che le famiglie usano per le faccende quotidiane.

  • Doccia: 20 litri di acqua al minuto (costituisce il 32% del consumo medio per famiglia).
  • Sciacquone del WC: 18 litri per scarico (il 30% del consumo medio per famiglia).
  • Lavatrice: 120 litri per carico (il 12% del consumo medio per famiglia).
  • Rubinetto: 16 litri al minuto (il 12% del consumo medio per famiglia per cucinare).

Per risparmiare acqua ed evitare bollette troppo alte le buone norme consigliate sono le seguenti.

  • Installare un soffione moderno nella doccia per risparmiare il 50% di acqua, circa 20 mila litri a persona in un anno.
  • Installare il doppio pulsante nel WC per risparmiare l’80% di acqua, fino a 300 mila litri per famiglia ogni anno.
  • Effettuare lavatrici solo a pieno carico, risparmiando circa 10 litri d’acqua per lavaggio.
  • Usare la lavastoviglie, che consuma 12 litri di acqua a lavaggio, facendo risparmiare fino a 110 litri d’acqua al giorno rispetto al lavaggio a mano.
  • Installare rubinetti a risparmio idrico, che riducono i consumi della metà e permettono di risparmiare circa 300 mila litri di acqua all’anno in ogni famigia.
  • Installare degli irrigatori a goccia, che abbattono i consumi da 1.000 litri di acqua all’ora a soli 4 litri.

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