Il mercato delle assicurazioni in cifre

Lo stato del mercato assicurativo in Italia, tra la fatica del ramo vita al positivo andamento di quello danni

Introiti in calo per le assicurazioni in Italia, tra la fatica del ramo vita e quello danni a rappresentare la punta di diamante del settore

In Italia il settore delle assicurazioni ha subito un calo. Negli ultimi dodici mesi si conferma la tendenza dello scorso anno, con una perdita di 3.3 miliardi di euro per quanto concerne la raccolta premi. Analizzando la situazione nostrana, dal 2008 al 2017, è possibile notare come tale mercato stia lentamente tornando ai livelli registrati cinque anni fa, dopo i picchi di 2014 e 2015:

  • 2008: 93.3 miliardi di euro
  • 2009: 119 miliardi di euro
  • 2010: 126.9 miliardi di euro
  • 2011: 111.5 miliardi di euro
  • 2012: 106.1 miliardi di euro
  • 2013: 119.7 miliardi di euro
  • 2014: 144.2 miliardi di euro
  • 2015: 147.8 miliardi di euro
  • 2016: 135.1 miliardi di euro
  • 2017: 131.7 miliardi di euro

Com’è ovvio che sia, alcuni ambiti dell’ampio sistema assicurativo hanno fatto registrare di cali maggiori. In tale ottica, il ramo vita è di certo il più danneggiato, con un’analisi degli ultimi tre anni che evidenzia come siano stati persi ben 16 miliardi di euro. Anche in questo caso si erano registrati dei picchi negli anni 2014 e 2015, mentre negli ultimi due anni il calo è stato evidente:

  • 2014: 110.5 miliardi di euro
  • 2015: 114.9 miliardi di euro
  • 2016: 102 miliardi di euro
  • 2017: 98.6 miliardi di euro

A tenere in piedi il sistema è, al solito, il ramo danni, che stima una raccolta di 30 miliardi di euro. In questo settore non mancano però le polemiche, così come i ‘furbetti’, per un calo complessivo di 5 miliardi, se si analizzano i bilanci degli ultimi 10 anni.

A cosa sono dovute le polemiche? Semplicemente alla disparità di trattamento di regione in regione e, a volte, di città in città (appartenenti alla stessa regione). Da decenni ormai al sud si paga molto più per la Rc auto rispetto al nord. Una situazione per molti insostenibile, considerando come non si vada ad analizzare la condotta del singolo, ritrovandosi a pagare per colpe altrui.

La Campania in tal senso è la regione con le tariffe più elevate, con Napoli a fare da regina. Le truffe assicurative sono una realtà (non sono campana) che va combattuta, ma non a danno di tutti i proprietari. Pur mantenendo un comportamento corretto e non incappando in incidenti, la quota annua resta decisamente elevata, con differenze notevoli anche all’interno della stessa regione, considerando le tariffe inferiori del beneventano ad esempio.

Il Governo ha annunciato di voler fare qualcosa in merito, abbassando considerevolmente i tassi della Rc auto al sud. C’è però il serio rischio che in altre regioni d’Italia vada ad aumentare la spesa media annua, con conseguenti lamentele. Si attende dunque una risposta chiara dal mondo politico, chiamato a trovare una soluzione che soddisfi guidatori di ogni regione e colossi assicurativi. Ad oggi però una combinazione tra tecnologia (scatola nera) e sostanziosi bonus per i guidatori ‘virtuosi’, sembra l’unica strada percorribile.

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