Meloni lancia il bonus 1.000 euro per chi va bene a scuola

Il Governo mette mano al Bonus cultura 18app, mantenendolo ma modificandolo. Cambiano i requisiti, che si dividono in due modalità di accesso separate: per Isee e per merito

Sono tanti gli emendamenti la cui discussione “ostacola” il percorso della prima Manovra finanziaria del Governo Meloni. Tra questi, uno dei più discussi riguarda la riformulazione della cosiddetto 18App, il Bonus cultura rivolto ai 18enni.

Si parla di un contributo statale fino a 1.000 euro in base (anche) al merito: in sostanza verrebbe premiato chi va bene a scuola (intanto 700 istituti verso la chiusura: cosa prevede la Manovra). Tra i requisiti figura però anche l’immancabile soglia Isee, che confermerebbe la linea già annunciata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: assegnare il bonus ai più bisognosi dal punto di vista economico.

Il “nuovo” Bonus cultura: cos’è e quanto vale

In parole povere, 18App non sparirà ma verrà “modificato”, soprattutto per quanto riguarda le regole e i criteri per accedere al bonus. Un emendamento della maggioranza definisce le caratteristiche di quella che dovrebbe chiamarsi “CartaG” e non “Carta Cultura” come ipotizzato in precedenza (ne avevamo parlato qui). Tra i firmatari figurano il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone (Fratelli d’Italia) e Rossano Sasso (Lega), sottosegretario all’Istruzione nella precedente legislatura. Il contributo sarà sempre rivolto ai neo diciottenni, che dovranno però rispettare (almeno) una tra due tipologie di requisiti separate: economici e di merito scolastico.

Chi vuole accedere al bonus dovrà infatti possedere un Isee familiare fino a 35mila euro o una votazione pari a 100 conseguita all’esame di Maturità. Non cambia, invece, il sistema di erogazione dell’importo tramite card o app digitale. E intanto il Governo lavora sul possibile raddoppio del contributo, verificando le risorse necessarie. Al momento il contributo di 18app vale 500 euro e viene erogato dal 2017 a tutti i maggiorenni senza alcuna distinzione.

Il totale accreditato sulla CartaG potrebbe raddoppiare di 500 euro, arrivando dunque fino a 1.000, per gli studenti che rientrano sia nella categoria del reddito sia in quella del merito scolastico. I settori culturali di applicazione, oltre a quello dei libri, verranno definiti a gennaio con gli operatori economici interessati dalla misura. Tra le ipotesi al vaglio dell’Esecutivo anche possibili sanzioni per gli esercenti che si dovessero prestare a eventuali truffe organizzate con i fondi destinati al bonus.

Lo scontro politico sulla “nuova” 18app

Come ha ampiamente dimostrato lo stallo in commissione Bilancio della Camera, non mancano certo gli scontri fra maggioranza e opposizione. Per Barbara Floridia, capogruppo del M5S al Senato, la proposta di legare il Bonus cultura al merito è “qualcosa di inaccettabile“. “La proposta di legare il riconoscimento del contributo in misura maggiore ai diciottenni con voti alti è sbagliata alla radice”, ha affermato. La 18app, secondo Floridia, “ha l’obiettivo di rendere più fruibile l’accesso alla cultura. I poco meritevoli potrebbero averne maggiore bisogno proprio perché si tratta di uno strumento che aiuta i ragazzi che hanno più necessità di stimoli culturali”.

Il Movimento 5 Stelle critica dunque il Governo a guida Fratelli d’Italia, sottolineando che “se vuole davvero riconoscere il merito agli studenti, dovrebbe semmai aumentare i fondi per le borse di studio anziché virare su queste forme di distrazione di massa“. La cultura, si legge in un comunicato firmato Floridia, è “il principale strumento per abbattere le disuguaglianze, non per crearne di nuove. Questo il governo proprio non riesce a capirlo ed è il motivo per cui quando si accosta a questa tematica lo fa in maniera goffa, compiendo solo disastri”.