Lotteria degli scontrini, come sta andando e cosa non funziona

Partito l'1 febbraio, il concorso a premi promosso dallo Stato sembra aver ricevuto il favore dei consumatori, ma non tutti i commercianti sono ancora pronti

Il concorso a premi della Lotteria degli Scontrini, partito lo scorso lunedì 1 febbraio, sta lentamente cambiando le abitudini dei consumatori italiani. Nato come espediente per combattere l’evasione fiscale, ha poi conquistato l’attenzione dei cittadini italiani, attratti dalla possibilità di accaparrarsi le ricche vincite in palio, ma presenta ancora alcune carenze.

Lotteria degli scontrini, come sta andando: il bilancio

La preparazione dei negozianti, ad esempio, è ancora scarsa: secondo una ricerca di Confcommercio, il 50% degli esercenti non ha ancora aggiornato il software dei registratori di cassa telematici, necessario per trasmettere la partecipazione alle estrazioni. Fino allo scorso dicembre, infatti, 700 mila registratori di cassa su 1,4 milioni erano inadeguati a ricevere i codici della Lotteria presentati dai consumatori.

Come rilevato dall’associazione di categoria dopo più di un mese la situazione non è migliorata, anche a causa delle chiusure e delle limitazioni che molti esercenti hanno dovuto osservare nel rispetto delle norme di contenimento del contagio da Covid-19. I commercianti avrebbero tempo fino all’1 aprile per adeguarsi, ma se non lo faranno per loro non è comunque prevista alcuna sanzione.

Lotteria degli scontrini, come sta andando: il bilancio

Le grandi città hanno avuto vita più facile ad adottare la novità della Lotteria, situazione più complicata per i piccoli centri delle province. Tra le metropoli, Milano, ad esempio, sarebbe quella ad aver risposto meglio all’iniziativa.

Il capoluogo lombardo risulterebbe pronto a partecipare alle estrazioni, a partire da quelle mensili, la prima in calendario il prossimo 11 marzo. Ma per il presidente della rete associativa vie di Confcommercio Milano, Gabriel Meghnagi, il contesto generale nella realtà non è dei più favorevoli, con il 70% circa dei commercianti ancora fermi: “Probabilmente andando nelle vie più limitrofe si troveranno diversi esercenti che non sono ancora pronti. Il problema – spiega – è soprattutto dei piccoli e dei negozi a conduzione familiare che nell’attuale situazione di emergenza non possono permettersi di spendere tra i 300 e i 600 euro per aggiornare il software del registratore di cassa e per dotarsi di una penna ottica.”

“E poi in tanti speravano in un rinvio della partenza a giugno – sottolinea ancora Meghnagi. Certo, ora che l’iniziativa è in pista proveranno ad adeguarsi, ma dovranno fare i conti con le società che si occupano proprio dell’aggiornamento del software, che saranno oberati di richieste”.

Nel resto d’Italia la situazione non sembra migliore. Ma se da una parte i commercianti con le casse non ancora aggiornate posso rivendicare i costi impegnativi delle versioni adattate dei software, dall’altra è pure vero che si potrebbe ovviare al problema caricando manualmente il codice lotteria on-line. Una procedura lenta ma che accontenta il consumatore.

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Lotteria degli scontrini, come sta andando e cosa non funziona