Limite di pagamento in contanti: come funziona

Superato quale limite scatta l'obbligo di lasciare traccia di un versamento?

Fin da quando è stato introdotto il limite di pagamento in contanti l’obiettivo delle Istituzioni è stato sempre quello di contrastare il più possibile gli episodi di evasione fiscale.

Rendere tracciabili i movimenti di denaro (in entrata e in uscita) tra privati, aziende e contribuenti in generale è anche una delle missioni che il Governo Conte bis ha più volte ribadito di voler portare a termine, disincentivando l’uso del contante con agevolazioni e rimborsi riconosciuti a chi usa carte di credito e/o bancomat per effettuare i propri acquisti. Al di là di quello che l’Esecutivo approverà a tal proposito con la Manovra 2020, oggi esistono dei limiti precisi per l’utilizzo del contante nei pagamenti.

In Italia, nello specifico, vige il limite del pagamento in contanti pari a 3mila euro. Questo vuol dire che, al di sopra di tale importo, tutte le transazioni tra cittadini e aziende devono essere effettuate tramite un mezzo di pagamento tracciabile (ricorrendo per esempio al pagamento con carte di credito, bonifici bancari, assegni etc.).

Il limite di 3mila euro vale sopratutto per i cittadini italiani, ma non per gli stranieri. Per i cittadini stranieri privi di cittadinanza italiana, infatti, è stato fissato un limite diverso, che con la Legge di Bilancio 2019 è stato alzato da 10mila a 15mila euro. I limiti appena indicati non valgono per i prelievi e i versamenti in banca.

Agli inizio degli anni 2000 il limite fissato per i pagamenti in contanti ha sempre oscillato dai 12.500 e i 5.000 euro, fino a stabilizzarsi a quota 5mila nel 2010. Nel 2011 è poi sceso ulteriormente (prima a 2.500 euro poi a 1.000) e in fine, nel 2016, il limite è stato innalzato a 3mila euro, rimanendo tale fino ad oggi con la conferma arrivata nella Legge di Bilancio 2019.

Chi non rispetta tale limite, ovviamente, va incontro a specifiche sanzioni amministrative, che variano a seconda dell’entità del pagamento effettuato. Le multe inflitte a chi trasgredisce le regole sono tutte disciplinate dal D. lgs. 90/2017, sono a carico di chi effettua i pagamenti e di chi li riceve e vanno dai 3mila ai 50mila euro per i pagamenti compresi tra 3.000 e 250.000 euro e da 15mila a 250mila euro per i pagamenti superiori a 250mila euro.

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