Eurogruppo, la via francese: cos’è e come funziona il Fondo di solidarietà Ue

Mentre si attende la decisione finale dell'Eurogruppo riunito a Bruxelles, Macron e Le Maire spingono per un Fondo temporaneo speciale

Una proposta “eccezionale” per rispondere a una crisi senza precedenti. Mentre a Bruxelles continua il balletto europeo che dovrà sintetizzarsi in una proposta comune, la Francia porta avanti la sua personale battaglia.

I big Ue devono superare le loro divisioni per costruire un piano di salvataggio comune di fronte allo shock economico causato dalla pandemia del Coronavirus. È una questione politica ed economica, come sottolineato dal ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire: “Di fronte alla più grande prova della storia che l’Europa ha dovuto superare, dobbiamo dimostrare la massima solidarietà. Sono in gioco il futuro della zona euro e il progetto europeo”.

Cos’è il Fondo di Solidarietà proposto dalla Francia

“Una crisi eccezionale richiede decisioni e solidarietà eccezionali per lanciare uno stimolo adeguato” dice Parigi. La proposta francese punta a creare un nuovo fondo temporaneo, operativo per 5-10 anni, sulla base di garanzie comuni. Peraltro, al momento, sembra l’unico compromesso sul tavolo dell’Eurogruppo, che potrebbe essere accettato dalla Germania, con qualche aggiustamento, e anche dall’Italia, purché ci siano riferimenti chiari a emissioni comuni

Tre strumenti finanziari sono già sul tavolo dei negoziati: il primo è quello di attivare il Mes, il Meccanismo di stabilità europeo creato nel 2012 per aiutare gli Stati in difficoltà, dotato di 410 miliardi di euro. Il secondo è un fondo di garanzia, gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), per garantire prestiti bancari alle imprese, il cui importo è ancora in discussione. Infine, i ministri dovranno convalidare il programma SURE proposto dalla Commissione europea, che mira a sostenere 100 miliardi di piani nazionali per la disoccupazione parziale.

A questo, la Francia vorrebbe aggiungerne un quarto, sotto forma di fondo di solidarietà o di recupero che, a differenza degli altri tre, è tutt’altro che unanime: un Fondo di Solidarietà, un “pacchetto ambizioso e completo” per far fronte alle conseguenze a lungo termine di una “crisi violenta, globale e duratura”.

Come funziona

Grazie a questo fondo, sottolinea Bruno Le Maire, l’Europa potrebbe finanziare una strategia coordinata di ripresa, basata sull’investimento da cui dipende la ripresa economica. Nel dettaglio, questo fondo temporaneo sarebbe dotato di un massimo del 3% del Pil europeo – circa 450 miliardi di euro – per finanziare servizi pubblici essenziali, in particolare il sistema ospedaliero; sostenere i settori industriali in difficoltà – automobilistico, aereo, turistico – e sviluppare nuove tecnologie. Tutto ciò grazie a prestiti garantiti dagli Stati membri e rimborsabili da 15 a 20 anni.

Gestito dalla Commissione europea, dovrebbe dunque emettere bond con diverse garanzie comuni degli Stati Ue e finanziare programmi tesi a rilanciare l’economia in modo coerente con il Green Deal e con la strategia industriale presentata dalla Commissione il 10 marzo.

Il debito generato con le nuove emissioni – spiega il governo francese – potrà essere rimborsato attraverso una nuova, eccezionale fonte come una tassa sulla solidarietà per finanziare la risposta al Coronavirus, oppure le risorse proprie del bilancio Ue.

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