Eurobond sì o no? C’è un’alternativa e si chiama Medi Notes

Mentre l'Europa continua ad essere divisa sugli Eurobond, ecco che emerge un altro strumento che potrebbe rappresentare una interessante alternativa, soprattutto per l'Italia

Mentre l’Europa continua ad essere profondamente divisa sugli Eurobond, e il premier Conte continua a spingere in questa direzione, ecco che emerge un altro strumento che potrebbe rappresentare una interessante alternativa, soprattutto per l’Italia. Si tratta di Medi Notes.

Cos’è Medi Notes

Medi Notes è uno strumento finanziario che avrebbe come garanzia quella dei Paesi Mediterranei accomunati da difficoltà individuali (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia per intenderci), che potrebbero unire i relativi patrimoni e le relative capacità reddituali al fine di una emissione comune.

La proposta arriva da Michele Briamonte, avvocato partner dello studio Grande Stevens e strategic advisor di Maurizio Casasco, presidente di Confapi, che ha rilasciato la sua analisi all’Adnkronos.

Come funziona Medi Notes

Come funziona Medi Notes? A differenza degli Eurobond, con i Medi Notes e la logica della maggiore efficienza e dei minori costi transattivi, si andrebbe ad abbandonare uno strumento di finanziamento riferibile solo all’Italia.

L’idea è mettere in comune delle forze di più entità non autonomamente sufficienti per essere finanziate al fine di renderle tali.

I vantaggi

Lo strumento Medi Notes che propone lo studio presenta alcuni vantaggi per gli emittenti: intanto – si legge nello studio – la previsione di una clausola di garanzia incrociata, in modo che i Paesi meno patrimonializzati abbiano vantaggio dalla comunione del debito con quelli che lo sono di più (come l’Italia) e, in parallelo, i Paesi con una spesa pubblica e un debito pubblico maggiore abbiano vantaggio dalla comunione del debito con quelli meno indebitati (come la Spagna): così si migliorerebbero i relativi indici.

Inoltre, altro vantaggio per gli emittenti sarebbe la previsione di un meccanismo di garanzia in caso di mancato rimborso delle Notes che si alimenti dai pagamenti dovuti nelle transazioni ai singoli governi (come l’imposta di registro, etc.) asserviti a garanzia dei sottoscrittori. Si garantisce un flusso di cassa per il pagamento e si aumenta il patrimonio a garanzia. Si utilizza la cassa dei privati come ultima risorsa di garanzia, ma senza un meccanismo di confisca patrimoniale o sottrazione immediata di beni, né esplicita né implicita.

Si otterrebbe poi un debito di qualità migliore rispetto a quello del merito creditizio dei singoli stati e si mitigherebbe il rischio di incapacità di rimborso del singolo debitore. Tutto questo senza pregiudicare il merito creditizio dei Paesi Europei del nord e centro Europa in migliori condizioni che, insieme al Fondo Monetario e alla Bce potranno essere più agevolmente sottoscrittori delle Notes. Infine, si evita il rischio di procedure non in bonis sui singoli Paesi in difficoltà a cui gli altri strumenti di finanziamento sono razionalmente preclusi.

Secondo l’avvocato Briamonte, i punti a favore sono diversi per i sottoscrittori: maggiori beni in garanzia, minore rischio di default, merito creditizio delle Notes migliore di quello dei singoli stati debitori, garanzia di asservimento di flussi al pagamento del debito, e appetibilità della sottoscrizione delle Notes anche da parte di altri investitori, e quindi mitigazione quindi dell’esborso.

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