Ecobonus, tutte le modifiche al Dl Rilancio

Dall'estensione del periodo per gli interventi all'ampliamento della platea dei beneficiari: cosa prevede l'emendamento di maggioranza al Dl Rilancio sull'Ecobonus

Un emendamento della maggioranza depositato in commissione Bilancio alla Camera ha proposto alcune modifiche all’ecobonus al 110%, la maxi-detrazione per interventi di efficientamento energetico, antisismici o di installazione di pannelli solari prevista dal Decreto Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza). Il principale cambiamento consisterebbe nell’estensione del bonus anche alle seconde case, purché non di lusso.

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Seconde case, ma non di lusso

L’ecobonus diventerebbe quindi applicabile non soltanto alle prime case, ma anche alle seconde, a condizione che non siano considerate beni di lusso e non siano edifici condominiali. La proposta comprende anche un ampliamento del bonus per impianti sportivi e alberghi per tutto il 2022, con un aumento delle risorse stanziate.

I beni e le proprietà su cui non sarebbe estesa la detrazione, secondo l’emendamento, sarebbero quindi case di lusso, ville e castelli, cioè edifici che il catasto classifica come A/1, A8 e A/9. Rientrerebbero nell’agevolazione, invece, le proprietà sottoposte a vincoli regolamentari o ambientali per gli interventi di sostituzione della caldaia centralizzata, anche come singola unità immobiliare.

Nuovi beneficiari

L’emendamento chiede anche di ampliare la platea dei beneficiari, che verrebbe allargata alle strutture turistiche. Alberghi e residence nell’esercizio di attività d’impresa sarebbero insomma inclusi nel super-bonus, purché i proprietari siano i gestori dell’attività. 

I correttivi estenderebbero l’opportunità anche agli Enti non commerciali, tra cui quelli del terzo settore e quelli religiosi civilmente riconosciuti, alle loro associazioni o fondazioni proprietarie, oppure titolari di diritti reali di godimento, comodatari o affittuari di immobili adibiti all’attività di scuola paritaria d’infanzia non profit che fanno parte del sistema nazionale di istruzione. Si aggiungerebbero poi i proprietari di beni provenienti da patrimoni immobiliari dismessi da società a partecipazione pubblica, oltre a quelli di associazioni e società sportive dilettantistiche.

Modifiche su spesa e periodo degli interventi

La maggioranza chiede anche che gli interventi già previsti di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore possano riguardare tutti gli edifici “diversi dai condomini”. E la detrazione, se le modifiche verranno accettate, verrà calcolata non più sugli originari 30mila euro totali, ma su 30mila euro per singola unità immobiliare. Il periodo per effettuare gli interventi previsti verrebbe infine esteso dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2022.

Secondo la deputata Pd Martina Nardi, tra i firmatari dell’emendamento, “abbiamo fatto un grande lavoro”. “La maggioranza”, ha spiegato, “si è incontrata ed ha provato ad apporre delle modifiche importanti al testo, trovando la giusta sinergia, quindi si tratta di un grande successo che consolida il Governo”. E ha proseguito: “Meno litigi e più emendamenti comuni, come in questo caso, rappresentano un modello di buon auspicio per il lavoro futuro”. Ma la partita dovrà naturalmente tenere conto del nodo coperture, visto che l’estensione del periodo di validità e l’ampliamento dei beneficiari dovranno essere sostanziati da nuove risorse.

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