Draghi introduce nei sostegni il criterio dell’utile: cos’è e come funziona

Il parametro, presente nel nuovo dl, per misurare l'impatto della pandemia sulle aziende che necessitano degli aiuti

È l’utile in nuovo criterio da tenere presente per i ristori. Lo aveva anticipato Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico, lo ha confermato il premier Draghi nella conferenza stampa di oggi. Secondo il presidente del Consiglio, focalizzare l’attenzione sull’imponibile fiscale e non sui ricavi, permetterebbe di “vedere esattamente i soggetti più colpiti dalla pandemia”.

Quali differenze ci sono tra fatturato e utile come criteri per i sostegni 2021

Diverso il metro di misura privilegiato dal precedente provvedimento, che tuttavia non aveva mancato di scatenare polemica a causa di un’accuratezza non paragonabile a quella del profitto, più strettamente legato all’impatto economico della pandemia. Il premier, che ha fatto della franchezza e del pragmatismo la sua cifra stilistica in conferenza stampa, ha subito puntualizzato che non si potrà avere tutto: “Con il fatturato – ha spiegato – i pagamenti sono molto rapidi, con altri parametri i tempi si allungano di 3-4 settimane“.

La ragione dello scarto tra le tempistiche dipende dalla necessità di avere a portata di mano il bilancio aziendale al fine di valutare l’entità degli utili. Una soluzione di compromesso attualmente allo studio potrebbe essere versare l’acconto automaticamente, per poi erogare il saldo ricalcolato sui numeri del resoconto, non appena quest’ultimo sarà disponibile. Il fatturato tuttavia non va in soffitta, ma rimane come criterio valido nel prossimo decreto per “tutta una serie di categorie”, ha spiegato Draghi.

Cos’altro ha detto Draghi in conferenza stampa su dl sostegni ed economia

Nell’incontro di oggi con i giornalisti, l’ex numero uno della Bce ha affrontato anche altri nodi dell’agenda economica in divenire. In particolare, ha accennato a un sostegno “umanitario” per chi ha perso tutto, da affiancare ai soldi che invece andranno alle aziende in crisi. Inoltre ha sottolineato come il deficit al 12% sia una scommessa fatta con la fiducia che il debito fatto sarà “debito buono” e ha parlato degli assetti europei post-pandemia. Per l’italiano più conosciuto al mondo in campo economico, infatti, la diffusione del coronavirus su scala globale ha già innescato un cambiamento tale che le regole di bilancio Ue non “possono tornare in vigore com’erano”.

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