Dote ai diciottenni: che cos’è e perché causa scontri tra Letta e Draghi

Il segretario dem Enrico Letta propone un bonus per invogliare i 18enni a uscire di casa utilizzando la tassa di successione, ma riceve la bocciatura del premier Mario Draghi

Si apre il dibattito politico su un bonus destinato ai diciottenni proposto dal leader dem Enrico Letta. L’inziativa lanciata dal segretario del Partito Democratico a mezzo stampa, tuttavia, non è stata accolta positivamente dal premier Mario Draghi. L’idea sarebbe infatti quella di finanziarla con i soldi dei contribuenti, e in particolare questo punto sarebbe quello considerato più critico dal presidente del Consiglio.

Dote ai diciottenni con la tassa di successione: l’idea di Enrico Letta

L’istituzione di una “dote per diciottenni” servirebbe, secondo quanto riferito da Enrico Letta al settimanale 7 del Corriere della Sera, a far rimanere i giovani in Italia, senza però pesare sulle famiglie, che spesso continuano ad accoglierli oltre i 30 anni, in maniera diametralmente opposta a quanto avviene in altri Paesi.

Per il segretario del Partito Democratico istituire un bonus per i neomaggiorenni e avere un accesso semplificati ai mutui per le prime case, possibilmente anche a chi non può contare sulle garanzie dei genitori, potrebbe spingere le nuove generazioni ad abbandonare il nido e raggiungere velocemente la propria autonomia.

Tuttavia questa dote, un aiuto concreto per gli studi, la ricerca di lavoro e l’acquisto di una casa, non dovrebbe essere finanziata a debito, che ripagherebbero negli anni gli stessi diciottenni, ma attraverso la tassa di successione pagata dall’1% più ricco del Paese.

Dote ai diciottenni con la tassa di successione: la bocciatura di Draghi

Proprio su questo si è scagliato Mario Draghi, che nella conferenza stampa di presentazione del nuovo decreto Sostegni bis ha bocciato la possibilità di “prendere i soldi ai cittadini”.

Il presidente del Consiglio, rispondendo alle domande dei cronisti, ha dichiarato di non aver parlato con Enrico Letta di questa possibilità. Ha sottolineato poi che il periodo storico attuale non sarebbe favorevole a un aumento della pressione fiscale, trattandosi di un momento in cui è lo Stato che deve dare soldi ai cittadini.

Dote ai diciottenni con la tassa di successione: polemiche nel centrodestra

Nel dibattito sono intervenute anche le forze di centrodestra. Matteo Salvini, leader della Lega, si è schierato contro Enrico Letta, affermando che l’Italia “non ha bisogno” di “nuove tasse“.

Della stessa idea anche Forza Italia, che attraverso Roberto Occhiuto, capogruppo alla Camera, ha sfidato il segretario dem. Se “vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani“, ha dichiarato, dovrà dirlo ai cittadini “in campagna elettorale”.

Il rappresentante dei deputati azzurri ha sottolineato che l’obiettivo dell’attuale Governo è quello di uscire dall’emergenza coronavirus e frenare gli effetti negativi della pandemia sull’economia del Paese, e non possono trovare spazio altre proposte.

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