Dl Rilancio, “Resto al Sud” potenziato: come accedere ai contributi fondo perduto

L'agevolazione a favore di imprese e professionisti residenti al Sud è stata allargata dal Dl 34/2020 con ulteriori contributi a fondo perduto

Tra le misure previste dal Decreto Rilancio in risposta all’emergenza Covid-19 (qui lo speciale QuiFinanza), c’è anche un potenziamento dell’agevolazione nota come “Resto al Sud”, introdotta dal Dl 91/2017 poi modificato dalla Legge di Bilancio 2020.

Tale agevolazione è rivolta a imprese, professionisti e lavoratori autonomi residenti nelle Regioni del Mezzogiorno, allo scopo di favorire la costituzione di nuove imprese sul territorio. Quindi, la misura è stata estesa ai Comuni colpiti dal terremoto del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017.

“Resto al Sud”, i requisiti

Che cosa prevede “Resto al Sud”? E chi ne beneficia? I requisiti per accedere all’agevolazione sono quelli di essere promotori di un’iniziativa imprenditoriale, di avere un’età compresa tra i 18 e i 45 anni, e di non essere titolari di attività di impresa in esercizio, o beneficiari nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

Inoltre, bisogna essere residenti, al momento della presentazione della domanda, in una di queste Regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Altra possibilità è quella di trasferire la propria residenza in una di queste Regioni entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria, oppure entro 120 giorni se precedentemente residenti all’estero. I beneficiari devono mantenere la residenza al Sud per tutta la durata del finanziamento, mentre le imprese interessate devono avere la sede legale o operativa in una di quelle Regioni.

Attività finanziate

Le attività imprenditoriali finanziate possono essere relative alla produzione di beni nei settori dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura, attività relative alla fornitura di servizi, compresi i servizi turistici, oppure attività libero-professionali. Escluse, invece, le attività del commercio, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.

Spese, importi, modalità

Quanto alle spese che possono essere finanziate dall’agevolazione “Resto al Sud”, sono le seguenti:

  • la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione (come materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative), per un massimo del 20% del programma di spesa.

Ogni richiedente può ricevere un importo fino a 50mila euro, mentre se l’istanza viene presentata da più soggetti costituiti, o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo che può essere erogato è pari a 50 mila euro per socio, fino ad un massimo di 200 mila euro.

Per il 35%, si tratta di contributi a fondo perduto, mentre per il 65% è un prestito a tasso zero, rimborsabile complessivamente in 8 anni, con 2 di preammortamento.

Cosa cambia con il Dl Rilancio

Il Dl Rilancio ha potenziato la misura “Resto al Sud”, attraverso la concessione di ulteriori contributi a fondo perduto ai beneficiari. In particolare, vengono erogati 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale; 10.000 euro per ciascun socio (fino ad un massimo di 40.000 euro) dell’impresa beneficiaria.

Requisiti ed erogazione

Per poter usufruire dei contributi a fondo perduto, i beneficiari di “Resto al Sud” devono:

  • aver completato il programma di spesa finanziato dall’agevolazione;
  • essere in possesso dei requisiti che attestano il corretto utilizzo delle agevolazioni, senza trovarsi in una delle condizioni che determinano la revoca totale o parziale delle agevolazioni;
  • avere adempiuto, al momento della domanda, agli oneri di restituzione delle rate del finanziamento bancario.

Gli importi vengono erogati in un’unica soluzione da Invitalia, il soggetto gestore, che mette a disposizione la modulistica da compilare per accedere all’ulteriore agevolazione, disponibile a questo link. Tra i documenti da fornire, c’è anche una dichiarazione sostitutiva  che attesti, tra le altre cose:

  • che non sussistono provvedimenti giudiziari interdittivi, cause di divieto, di sospensione o di decadenza;
  • che il richiedente gode del pieno e libero esercizio dei propri diritti, che non si trova in stato di liquidazione volontaria, che non è sottoposto a procedure concorsuali e che permangono le condizioni ed i requisiti previsti per l’accesso a “Resto al Sud”;
  • che non si è beneficiato di ulteriori agevolazioni di qualsiasi importo o natura, comprese quelle a titolo di “de minimis”, previste da altre norme statali, regionali o comunitarie, o comunque concesse da enti o istituzioni pubbliche.

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