Dl Rilancio, contributi a fondo perduto per le imprese: come funzionano

Il Governo stanzia 6 miliardi di euro per misure di ristoro e indennizzo a favore delle PMI colpite dall'emergenza sanitaria

Dei 55 miliardi del DL Rilancio, ben 16 miliardi sono dedicati a sussidi di varie forme per le imprese che, nei passati due mesi e mezzo, sono state costrette a chiudere i battenti a causa dell’emergenza sanitaria. Come si può leggere qui nello speciale QuiFinanza, parte di questa cifra è dedicata a misure di “ristoro e indennizzo” (citazione del Ministro Patuanelli) a favore delle piccole e medie imprese del nostro Paese.

Nel corso della conferenza stampa del premier Conte (accompagnato dai ministri Gualtieri, Patuanelli, Bellanova e Speranza) è stato delineato, anche se a grandi linee, come dovrebbero funzionare le misure di ristoro per le PMI italiane. A differenza del DL Liquidità, nel quale lo Stato si faceva garante di prestiti bancari a tassi estremamente ridotti (massimo 2%), in questo caso si tratta di soldi a fondo perduto, che verranno accreditati sul conto corrente delle aziende e non verranno chiesti indietro.

Ma come funzionerà il bonifico a fondo perduto per le imprese? Vediamolo insieme.

Ristoro e indennizzo per le PMI: chi potrà richiederlo

Di fatto, la stragrande maggioranza delle imprese italiane (sicuramente più del 90%) potrà accedere alla misura di indennizzo e ristoro pensato dall’Esecutivo. Secondo il ministro Patuanelli, i soldi a fondo perduto potranno essere richiesti dalle aziende con fatturato annuo da 0 a 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato di almeno il 33% rispetto a quello dello scorso anno.

Tenuto conto che la produzione industriale del primo trimestre è stata quasi completamente congelata, ha aggiunto il ministro, è probabile che tutte (o quasi) le piccole e medie imprese italiane rientrino in questi parametri.

Soldi a fondo perduto per le PMI: quanti soldi verranno dati

Nel corso della conferenza, inoltre, il ministro Patuanelli ha fatto intendere che i fondi non saranno distribuiti in maniera identica tra tutte le imprese. Si partirà da un minimo di 2.000 euro per chi ha un fatturato bassissimo fino ad arrivare a un massimo di 40 mila euro per le imprese che nel corso del 2019 hanno fatturato 5 milioni di euro. In totale, la misura arriverà a costare 6 miliardi di euro.

Forme innovative di partecipazione per le grandi aziende

Tra le misure del DL Rilancio ci sarà spazio anche a forme di supporto per le grandi aziende colpite dall’emergenza sanitaria. Il ministro Gualtieri ha parlato di “forme innovative di partecipazione” all’azionariato, che permetteranno alle imprese di ricapitalizzarsi e assorbire in maniera più semplice lo choc economico e finanziario subito in questi mesi.

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