Dl Rilancio, tutti gli aiuti per la riapertura di bar, ristoranti, attività commerciali

Nel decreto è previsto un pacchetto di misure per aiutare attività commerciali, bar, ristoranti e alberghi a riaprire rispettando le disposizioni. Ecco quali

Sono diverse le misure presenti nel Dl Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza) pensate per aiutare attività commerciali, bar, ristoranti e alberghi a riprendersi dal lockdown e ripartire. Si tratta di una combinazione di norme fiscali, bonus, contributi a fondo perduto e aiuti per riaprire in sicurezza, nel rispetto delle disposizioni. 

Via la tassa di occupazione suolo pubblico

Sul fronte fiscale, ristoranti e bar non dovranno sostenere la tassa di occupazione del suolo pubblico fino al 31 ottobre 2020. Per tutto questo periodo, potranno usufruire di  procedure semplificate per ottenere l’autorizzazione per tutto ciò che riguarda l’installazione di strutture amovibili all’aperto, come tavolini, sedute, ombrelloni e dehors: il provvedimento è pensato per incoraggiare la riorganizzazione degli spazi al fine di garantire il rispetto delle norme sul distanziamento sociale.

Strutture ricettive e stabilimenti: via acconto Imu

Gli alberghi e le strutture ricettive come pensioni, ostelli, campeggi e agriturismi, ma anche stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali potranno poi evitare il versamento dell’acconto Imu di giugno. La condizione per accedere a questa misura è che i proprietari siano anche gestori delle attività svolte.

Credito d’imposta per la sanificazione

Quindi, c’è il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, quello finalizzato al loro adeguamento alle disposizioni che consentono il rispetto del distanziamento sociale, e quello per i canoni di locazione.

Quanto al primo, ne potranno usufruire gli “esercenti attività d’impresa, arte o professione”, le associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del terzo del settore. Le spese potranno essere sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, ma anche per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, di prodotti detergenti e disinfettanti, di termometri e termoscanner, di dispostivi per garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come pannelli e barriere, e le relative spese di installazione. Il credito d’imposta sarà pari al 60% delle spese sostenute nel 2020. Ogni beneficiario potrà ricevere fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario. 

Credito d’imposta per lavori di adeguamento

Quanto al secondo, è pensato per sostenere tutti gli interventi di adeguamento degli ambienti di lavoro, e viene quindi riconosciuto ai “soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico”: si parla quindi di rifacimenti di mense, spogliatoi, ingressi e spazi comuni e della realizzazione di spazi medici. La misura del provvedimento sarà sempre pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, ma questa volta il tetto massimo sarà di 80.000 euro per beneficiario. 

Credito d’imposta sui canoni di locazione

Il credito di imposta sui canoni di locazione viene invece concesso ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente. In questo caso il credito sarà concesso nella misura del 60% dell’ammontare mensile “del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo”. Gli alberghi potranno invece approfittare di questa misura indipendentemente dai ricavi o compensi del periodo precedente. 

Aiuti a fondo perduto dall’Inail

Il Decreto Rilancio prevede inoltre aiuti a fondo perduto per 403 milioni dall’Inail alle imprese per finanziare le spese di sanificazione, o per l’acquisto di apparecchiature e attrezzature atte a garantire il distanziamento sociale tra i lavoratori. L’importo massimo per beneficiario è scaglionato in base all’ampiezza dell’impresa: è di 15mila euro per le imprese fino a 9 dipendenti, 50mila euro per quelle da 10 a 50 dipendenti, e di 100mila euro per le aziende con oltre 50 addetti.

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