Def 2020, cosa c’è nel testo approvato dal Governo Conte e quali conseguenze ha

Il Governo ha approvato il Documento di Economia e Finanza per il 2020, che risente pesantemente dell'emergenza sanitaria. Ecco cosa contiene

Via libera la Def 2020. Il Cdm ha dato il via libera al Documento di economia e finanza 2020, con uno scostamento di bilancio pari a 55 miliardi di euro, con lo sforamento del deficit al 10,4% del Pil.

Mentre in seno all’Ue passa la linea italiana di apertura al Recovery Fund, il Governo chiederà al Parlamento di autorizzare questo “poderoso scostamento di bilancio per dare risorse alle imprese, finanziare gli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori, sostenere il sistema sanitario e introdurre strumenti di tutela per tutti i cittadini in difficoltà” ha spiegato Fraccaro.

“È una delle più grandi manovre di sempre, necessaria per realizzare la cura shock che serve ad affrontare questa fase di difficoltà che il Paese sta attraversando”, è il commento del sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. ”Il Governo continua a mettere in campo tutte le misure che servono, senza vincoli di sorta, per garantire la ripartenza dell’Italia”.

Misure che devono scongiurare il rischio, più che reale, che la crisi diventi endemica e strutturale, soprattutto evitando in tutti i modi un ridimensionamento del tessuto aziendale e proteggendo l’occupazione.

Cosa contiene il Def

Nel documento approvato si spiega come se non si fosse materializzato il cigno nero della crisi epidemica provocata dal Coronavirus, l’economia italiana avrebbe potuto registrare un ritmo di crescita “in graduale miglioramento” quest’anno. Questa ripresa avrebbe condotto ad una “modesta espansione” nel primo trimestre dell’anno, rendendo raggiungibile la previsione di crescita annua dello 0,6% formulata nella Nadef di settembre 2019.

Con la manovra del Governo, ci si attende un parziale recupero del Pil già a partire dal terzo trimestre, che si dovrebbe prolungare fino alla fine dell’anno.

Ma l’emergenza determinerà un quadro radicalmente diverso, con un calo del Pil del 5,5% nel primo trimestre e fino al 10,5% nel secondo trimestre. Nel terzo trimestre, con la graduale ripresa delle attività, si prevede invece un rimbalzo positivo del 9,6%, per un trend che proseguirà a +3,8% nel quarto trimestre. Lo scostamento rispetto alla NADEF dello scorso anno è del -8% per il 2020 con un + 4,7% per il 2021.

Questo se le cose dal punto di vista sanitario miglioreranno. Se invece l’epidemia ci obbligherà ancora a misure drastiche, molto impattanti per l’economia, come una nuova quarantena, lo scenario sarebbe molto peggiore: servirebbero nuove chiusure delle attività produttive e restrizioni ai movimenti dei cittadini, che porterebbero il Pil a -10,6%, con pesanti ripercussioni anche sul 2021.

Un milione di poveri in più da inizio lockdown

Il Def arriva nel giorno in cui la Coldiretti denuncia la presenza in Italia di oltre un milione di nuovi poveri da inizio lockdown, che hanno bisogno di aiuto per assicurare il cibo alla propria famiglia. La perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, a due mesi dalla chiusura del Paese per l’emergenza Covid-19, ha portato a un aumento del 40% delle richieste di aiuti alimentari gestiti con i fondi Fead e distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare, con picchi anche superiori in alcune zone del Paese.

Fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro e non possono utilizzare lo smart working, piccoli commercianti o artigiani, persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie.

Il tasso di disoccupazione è in aumento all’11,6% e l’occupazione è scesa del 2,2%, con un monte di ore lavorate che è crollato del 6,3%. I redditi da lavoro dipendente solo nel 2020 dovrebbero registrare una contrazione del 5,7%. Mentre la spesa delle famiglie dovrebbe crollare addirittura del 7,2%.

Misure espansive e stop alle clausole di salvaguardia

L’idea del Governo è creare le condizioni per far ripartire il Paese in sicurezza, senza lasciare nessuno indietro e puntando a rilanciare gli investimenti, attraverso una dose massiccia di misure espansive.

“Per questo ci apprestiamo a varare un nuovo provvedimento con cui affrontare l’emergenza legata al Coronavirus, forti della consapevolezza che questo momento ci impone di agire in maniera piena e incondizionata a favore della ripresa del Paese, senza paletti di alcun tipo. È il momento di misure espansive in tutta Europa e l’Italia è in prima linea in questa battaglia”.

Nel DEF il Governo si impegna anche a bloccare completamente le clausole di salvaguardia con la prossima manovra economica, impedendo un aumento dell’IVA che avrebbe effetti disastrosi sul reddito dei cittadini, già notevolmente impoverito.

Semplificazione burocrazia

In arrivo anche un ulteriore pacchetto di misure urgenti, di natura ordinamentale per una “drastica” semplificazione delle procedure amministrative in alcuni settori cruciali per il rilancio degli investimenti pubblici e privati, soprattutto appalti, edilizia, commercio, controlli.

L’emergenza Covid-19 impone di accelerare il processo di digitalizzazione e, in alcuni casi, di adottare misure di deroga, eccezionali o comunque temporanee, nel rispetto dei principi generali. “Questa esperienza può essere di insegnamento per introdurre semplificazioni di tipo permanente e non più solo eccezionale”, si legge nel documento.

Si stanno valutando misure sia di natura temporanea ed eccezionale per accelerare subito la ripartenza economica riducendo gli oneri amministrativi e semplificando il regime dei controlli, da incentrare soprattutto sul contrasto all’inerzia delle pubbliche amministrazioni; sia volte a costruire una disciplina a regime semplificata, ricondotta ai livelli minimi richiesti dalla normativa europea, orientata alla crescita e all’innovazione.

Qui potete scaricare il testo del Def in versione integrale.

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