Superbonus 110%, nessun limite per gli immobili storici

Le novità nel decreto Rilancio potrebbero anche dare una nuova vita ai borghi antichi abbandonati, che da anni cercano di ripopolarsi vendendo case al prezzo simbolico di 1 euro

Nel passaggio dalla Camera al Senato il decreto Rilancio ha registrato alcune novità nel suo articolo 119. Riguardano l’introduzione del ‘superecobonus‘, con l’estensione dell’agevolazione del 110% anche per quegli interventi di efficientamento energetico ai palazzi sottoposti ai vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) e a quelli bloccati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali. Lo scenario è affascinante non solo per i palazzi dei centri storici delle città, ma anche per quei borghi antichi, magari abbandonati, disseminati in tutta Italia. Per quanto riguarda i decreti attuativi, i tempi stretti per la conversione in legge del dl Rilancio (18 luglio) impediscono al Senato di apportare modifiche al testo.

Dl Rilancio e Superbonus: i lavori per immobili storici

Tra i lavori dedicati ai palazzi storici in grado di soddisfare i requisiti del superbonus del dl Rilancio c’è per esempio l’installazione di pannelli fotovoltaici, vietata in alcuni stabili. L’emendamento proposto dalla maggioranza infatti prevede che per gli immobili con il requisito di beni culturali, quindi quelli che non possono essere sottoposti a lavori troppo invasivi, si possano elevare al 110% le detrazioni (oggi il limite è fissato al 50%). La detrazione si applica comunque a tutti gli interventi di efficientamento energetico purché alla fine dei lavori l’edificio goda di un miglioramento di due classi energetiche.

Superbonus, nuova vita per i borghi antichi

Ma il superecobonus potrebbe essere una manna per tutti quei Comuni fantasma. In Italia, per esempio, in 5.552 c’è una casa vuota ogni due occupate. Tanti borghi hanno cercato di ripopolarsi vendendo le proprie case al prezzo simbolico di 1 euro, oppure detassando i pensionati rientranti dall’estero, ma con pochissimi risultati. Secondo Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni delle Comunità e degli Enti montani, basterebbe che si popolasse il 15% delle abitazioni vuote per avere 300 mila abitanti in più. Le opere di adeguamento edilizie potrebbero valere 2 miliardi di euro nella rigenerazione e decine di migliaia di nuovi addetti.

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Superbonus 110%, nessun limite per gli immobili storici