Decreto Rilancio, sconto sulle bollette elettriche per imprese e autonomi

All'art. 30 il decreto Rilancio prevede una riduzione degli oneri delle bollette elettriche per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020

Le imprese colpite dall’emergenza Covid possono richiedere diversi aiuti previsti dal Governo Conte nel decreto Rilancio, finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo svariati ritocchi.

In conseguenza del perdurare delle straordinarie esigenze connesse allo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020, il Fondo per le emergenze nazionali per il 2020 viene incrementato di 1.500 milioni di euro.

Tra le misure previste per le imprese e gli autonomi, c’è anche la possibilità di richiedere uno “sconto” per le bollette elettriche, considerando che moltissime attività sono dovute rimanere chiuse a causa del lockdown.

Riduzione bollette elettriche: per quando vale

All’art. 30 il decreto Rilancio prevede una riduzione degli oneri delle bollette elettriche. Per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente dispone la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”.

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Riduzione bollette elettriche, come funziona

L’Autorità ridetermina, senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in via transitoria, le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica e le componenti a copertura degli oneri generali di sistema, da applicare tra il 1° maggio e il 31 luglio 2020, in modo che:

  • sia previsto un risparmio, parametrato al valore vigente nel primo trimestre dell’anno, delle componenti tariffarie fisse applicate per punto di prelievo;
  • per le sole utenze con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, la spesa effettiva non superi quella che, in vigenza delle tariffe applicate nel primo trimestre dell’anno, si otterrebbe assumendo un volume di energia prelevata pari a quello effettivamente registrato e un livello di potenza impegnata fissato convenzionalmente pari a 3 kW.

Per poter far fronte a questa misura il Governo ha messo in campo 600 milioni di euro per il 2020. Il Ministero dell’economia e finanze verserà sul Conto emergenza COVID-19 istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali la metà di questo importo entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto e, per il restante 50% entro il 30 novembre 2020.

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