Decreto Liquidità, stop ai cattivi pagatori: come funziona la novità

Un emendamento approvato dalla Camera sospende fino al 30 settembre le segnalazioni alla Centrale rischi di Bankitalia

Dalle Commissioni parlamentari Finanze e attività produttive della Camera dei Deputati e del Senato arrivano buone notizie per le piccole e medie imprese italiane in crisi di liquidità. Nel corso dell’analisi del Decreto Legge 23 del 2020 (il cosiddetto Decreto Liquidità), i Deputati hanno approvato un emendamento che sospende la segnalazione alla Centrale rischi delle MPMI che non riescono a ripagare i loro debiti.

Tra le altre novità introdotte in fase di dibattito parlamentare troviamo anche l’autocertificazione per le richieste di prestiti con la garanzia dello Stato (che salgono dai 25 mila euro della versione “originale” del Decreto ai 30 mila euro della versione emendata) e la limitazione della responsabilità dei datori di lavoro nel caso in cui un loro dipendente risulti positivo al nuovo Coronavirus. La conversione del Decreto Liquidità è stata approvata dalla Camera con 269 voti favorevoli, 193 contrari e 3 astenuti e ora dovrà passare al vaglio del Senato.

Stop ai cattivi pagatori: la novità che fa contente le PMI

Secondo il testo dell’emendamento che ora è parte integrante del Decreto Liquidità, le piccole e medie imprese che hanno avuto accesso ai prestiti garantiti dallo Stato possono fare affidamento su un ulteriore “salvagente”. Le segnalazioni alla Centrale rischi della Banca d’Italia sono sospese fino a tutto settembre 2020. Ciò vuol dire che le segnalazioni dei cattivi pagatori riprenderanno solo nell’ultimo trimestre dell’anno.

Ciò consentirà alle aziende in crisi di Liquidità di programmare con maggior tranquillità la fase di ripartenza. La norma, infatti, garantisce maggiore “elasticità” alle aziende, che potranno scegliere, magari di saltare un paio di rate di un debito (che comunque ripagheranno) per poter pagare fornitori o investire in nuovi macchinari.

Cosa vuol dire essere un “cattivo pagatore”

La novità introdotta nel testo del DL Liquidità, per quanto possa sembrare di poco conto, rappresenta invece una vera e propria ancora di salvezza per le migliaia di micro, piccole e medie imprese colpite in maniera significativa dall’emergenza Coronavirus.

Finire nell’elenco dei “cattivi pagatori”, infatti, vuol dire pregiudicare le possibilità di accedere a nuovi prestiti o linee di credito da parte delle banche. E’ sufficiente non pagare due rate consecutive di un prestito o mutuo e non dar seguito alla comunicazione di morosità per finire nella black list del Sistema di Informazioni Creditizie, un data base cui gli istituti di credito fanno riferimento prima di concedere una nuova linea di credito.

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