Ddl Concorrenza 2021, come cambia la bolletta del telefono

Il contenuto dell'intesa prodotta dal Consiglio dei Ministri sotto la regia di Mario Draghi: tassisti sul piede di guerra

L’intesa sul cosiddetto ddl Concorrenza è stata trovata dai membri dell’esecutivo guidato da Mario Draghi il 4 novembre 2021. Si tratta di un accordo di massima, di un progetto, di una proposta, insomma, che dovrà essere trasformata in legge dagli organi competenti (Camera e Senato) seguendo l’iter legislativo previsto per la produzione di fonti legislative primarie.

Quanto contenuto nel testo, insomma, non trova, per il momento, applicazione pratica. Eppure non sono mancate le proteste: i tassisti, infatti, sono già sul piede di guerra rispetto a un annunciato provvedimento (si parla della legge) che “colpirà il settore in modo devastante”. Così Riccardo Cacchione dell’Usb Taxi – qui un quadro completo di quella parte dell’accordo che non ha a che fare soltanto con i tassisti, ma anche con il noleggio con conducente (ncc) e Uber.

Nel ddl Concorrenza, tuttavia, c’è molto di più. Ecco cosa c’è da sapere sulle “sorprese” in bolletta telefonica. Una decisione, quella assunta in Consiglio dei Ministri giovedì, a tutto vantaggio dei consumatori.

Cosa ha detto Mario Draghi sul ddl Concorrenza e che cos’è

Come ha ricordato in sede di presentazione del disegno di legge il presidente del Consiglio Mario Draghi, nessun ddl Concorrenza è stato approvato dal Parlamento italiano dal 2009 (all’epoca era presidente del Consiglio Silvio Berlusconi), con l’eccezione del 2017. Negli anni scorsi, la misura è infatti naufragata tra le divisioni politiche e i tentativi – riusciti – di arroccamento dei settori tutelati. Draghi ha tentato quella che ha definito una “terza via” per portare a casa il risultato. Ecco in cosa consiste.

Come cambiano i servizi non richiesti addebitati nella bolletta del telefono

Nel ddl Concorrenza di giovedì viene disposto lo stop a tutti i servizi non richiesti, ma addebitati nella bolletta telefonica. Per i gestori, scatta l’obbligo di comunicare al consumatore il servizio da addebitare in bolletta telefonica e ottenerne il consenso “espresso e documentato”, si legge nell’articolo 21 del testo. In alternativa, non è possibile attivare i servizi “premium” nell’abbonamento telefonico, anche “da parte di terzi”.

Scatta l’obbligo di ottenere il consenso dell’utente anche per i servizi “che prevedono l’erogazione di contenuti digitali forniti sia attraverso sms e mms, sia tramite connessione dati, con addebito su credito telefonico o documento di fatturazione”. Viene insomma a cadere l’attivazione in automatico.

Ecco cos’altro c’è nel disegno di legge prodotto dal governo.

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