Ddl Concorrenza 2021, cosa cambia per i medici primari

Il disegno di legge licenziato dal Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi

Giovedì 4 novembre il governo ha trovato l’intesa in Consiglio dei Ministri sul cosiddetto disegno di legge “Concorrenza”. Si tratta di un intervento atto a “rimuovere ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori”. È una misura, quella sulla concorrenza, che, come ha ricordato il presidente del Consiglio Mario Draghi, in Italia – salvo un’eccezione – non si vedeva dal 2009, quando al governo c’era l’attuale leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

L’accordo è forse frutto della “terza via” scelta dall’inquilino di Palazzo Chigi per raggiungere un obiettivo portato a segno solo nel 2017 negli ultimi 12 anni. Ecco in cosa è consistita la strategia di Draghi per portare a casa l’accordo in materia, tra le altre cose, di razionalizzazione delle licenze per i tassisti – qui alcuni dettagli, anche sulla protesta dei guidatori – bolletta telefonica (ecco come cambierà), nomine dei medici primari.

Concorrenza 2021, botta e risposta tra Draghi e Brunetta in CdM

Sulle nomine ai vertici della sanità, in Consiglio dei Ministri si sarebbero registrate alcune frizioni tra il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e il capo dell’esecutivo.

In particolare, il ministro in quota Forza Italia avrebbe chiesto una maggiore discrezionalità per i manager che devono fare le nomine. In altre parole, Brunetta non era in un primo momento allineato al testo prodotto dal CdM e chiedeva dei cambiamenti. “Le nomine nella sanità non le decide la politica”, è stata la secca replica di Draghi che ha chiuso in questo modo la porta a ogni eventuale modifica al testo.

Cosa prevedeva, di preciso, la norma politicamente incriminata?

Cosa prevede il ddl sulle nomine ai vertici della sanità

Se il ddl, che per il momento è un progetto di legge, quindi non trova effettiva applicazione (ma dovrà invece seguire l’iter di legge ordinario), verrà approvato da Camera e Senato, cambieranno le procedure di selezione per i primari degli ospedali.

In particolare, il direttore dell’ospedale dovrà scegliere il primo medico in graduatoria sulla base di alcuni requisiti più o meno oggettivamente quantificabili, come l’attività svolta, il curriculum e un colloquio con la commissione incaricata delle selezioni. A parità di punteggio prevale il candidato più giovane.

Il contenuto del ddl va quindi chiaramente nella direzione di limitare la discrezionalità dei direttori di ospedale nella nomina dei primari, gli obiettivi di massima sono quindi meno discrezionalità e più trasparenza.

Ecco cos’altro c’è nel disegno di legge prodotto dal governo.

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