Dazi Usa-Cina: a pagare caro sarà anche l’Italia. Ecco perché

Il Fondo Monetario Internazionale stima che due anni di conflitto tra Usa e Pechino possano costare all’Europa circa 80 miliardi di minor crescita

La Cina ha depositato alla World Trade Organization (WTO) un ricorso anche contro gli ultimi dazi Usa che puntano a colpire 300 miliardi di dollari di import di beni ‘made in China’, in parte operativi dall’1 settembre. Ad annunciarlo è stato il Ministero del Commercio cinese con una nota, spiegando anche che il Paese “difenderà con fermezza i suoi diritti e interessi legittimi”, il sistema multilaterale del commercio e l’ordine del commercio internazionale nel rispetto delle regole definite nell’ambito del WTO.

Domenica gli Stati Uniti hanno avviato nuove tariffe del 15% su una serie di prodotti cinesi – tra cui vestiti, calzature, elettrodomestici e televisori a schermo piatto – e nello stesso giorno Pechino ha iniziato a imporre nuovi dazi su auto e greggio statunitensi.

Secondo il ministero del Commercio di Pechino, gli Stati Uniti avrebbero violato l’accordo raggiunto dal presidente Usa Donald Trump e dall’omologo cinese Xi Jinping nel bilaterale avuto al G20 di Osaka a fine giugno, secondo cui i negoziatori dei due Paesi avrebbero dovuto riavviare le trattative commerciali.

Ma le ripercussioni della ‘guerra dei dazi’ non riguarderà solo i due Paesi pèrotagonisti, bensì avrà pesanti ripercussioni soprattutto su chi esporta molto. Quindi anche e soprattutto l’Italia.

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