Stangata d’autunno, cosa aumenta e di quanto: rialzi oltre il 30%

Quanto cresce il carburante, il governo di Mario Draghi potrebbe scegliere di intervenire

A ottobre si prevede un aggiornamento di tariffe e contratti, proprio nel momento in cui gli esperti prevedono rincari per quanto riguarda le bollette dell’energia.

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno: le bollette della luce e del gas, infatti, già durante l’estate erano aumentate. Ora le previsioni per i prossimi mesi sono preoccupanti e si intravede un intervento del governo per alleggerire la stangata di ottobre.

Quanto aumenteranno la corrente elettrica e il gas secondo gli esperti

Va innanzitutto detto in anticipo: le previsioni non sono sicure al 100% e un intervento dell’esecutivo del presidente del Consiglio Mario Draghi potrebbe rimettere tutto in discussione. In alternativa, però, gli economisti dell’energia hanno intravisto un aumento delle bollette della corrente elettrica pari a un quinto, quindi al 20%, mentre, per le bollette del gas, è prevista una crescita anche maggiore. Si parla del 30% e magari anche di più.

Si guarda con interesse all’aggiornamento periodico delle tariffe, che è compito di Arera, lo sportello che si occupa di informare e assistere gratuitamente il consumatore. Naturalmente si tratta di costi che dovranno essere sostenuti anche dalle imprese le quali, inoltre, dovranno sottoscrivere i nuovi contratti di fornitura proprio nel prossimo autunno, a ottobre: se l’aumento preconizzato si tramutasse in realtà, si prospetterebbe una dinamica di crescita anche dei prezzi al consumo, il che innescherebbe un cortocircuito tale da mettere alla prova un’economia in ginocchio dopo i lockdown e il Covid, al netto, naturalmente, delle ottime previsioni per un recupero del Pil – ecco ad esempio i dati Istat.

Quali sono le ragioni dell’aumento del costo dell’energia. Le prospettive per il carburante

Cosa c’è alla base della dinamica ascendente? Il petrolio non c’entra, invece bisogna concentrare l’attenzione sulle speculazioni internazionali sulle emissioni Ets di anidride carbonica – un gas serra, alla base dell’aumento delle temperature e del cambiamento climatico. Ancora, la colpa, secondo gli esperti, è da ricondurre alle speculazioni internazionali sul metano, anche questo un gas serra.

Aumenta anche il costo del carburante, ma meno di gas e corrente elettrica. Il petrolio in quest’ultimo caso è responsabile soltanto di un terzo del prezzo finale. C’entrano soprattutto le penalizzazioni fiscali.

Altre stime aggravano il quadro dei prossimi mesi: ecco un calcolo per l’autunno con benzina e scuola.

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