Coronavirus, si lavora al vaccino: ecco quanto costerà

Coronavirus, scienziati al lavoro: ma per il vaccino potrebbero volerci anni (e tanti soldi)

Mentre gli scienziati sono al lavoro per trovare il vaccino contro il Coronavirus, imponenti sfide potrebbero rallentare la ricerca e ostacolare tutti i progressi fatti fino ad ora. Primo problema: il vaccino potrebbe non arrivare subito (gli esperti dicono che probabilmente ci vorranno anni) e, cosa più importante, una volta disponibile potrebbe comunque non essere accessibile a tutti.

Coronavirus, i soldi per la ricerca: quanto costerà il vaccino

La Polonia, che lavora allo sviluppo del vaccino, ha affermato che l’approvazione dello stesso (tra ricerca, iter di riconoscimento e distribuzione) può costare all’incirca 1 miliardo di dollari, ovvero più di 900 milioni di euro. A questa cifra, inoltre, vanno aggiunti i conti che gli accademici hanno provato a fare tenendo conti di quelli che sono i costi di ricerca e di sviluppo legati allo studio di un nuovo vaccino. Le stime in questi casi variano da un minimo di 200 milioni di dollari (circa 182 milioni di euro) a 1,5 miliardi di dollari (più di 1,3 miliardi di euro).

I soldi, però, non sono l’unico problema. L’emergenza nel contrastare l’epidemia, come accennato, deve infatti fare i conti con i tempi lunghi della ricerca, che comprendono anche la moltitudine di test sull’uomo necessari per valutare la sicurezza e l’efficacia del vaccino stesso.

Per questo motivo, come ha affermato in una recente intervista il il dott. Gregory Poland, direttore del gruppo di ricerca sui vaccini della Mayo Clinic, la notizia secondo cui avremo un vaccino contro il Coronavirus entro tre mesi è da considerarsi oggi decisamente fuorviante.

Coronavirus, perché la situazione potrebbe peggiorare

Intanto, diverse aziende farmaceutiche e biotecnologiche come Johnson & Johnson, Moderna e Inovio Pharmaceuticals hanno raccolto la sfida, dichiarando di essersi messi a lavoro nelle ultime settimane perché intenzionati a trovare il vaccino. Certo, dovranno anche impegnare ingenti somme di denaro nella ricerca che potrebbe non dare i suoi frutti e/o riuscire a produrre un vaccino solo dopo la fine dell’attuale epidemia, ma la cosa sembra non spaventare questi colossi.

Alla luce di quanto detto, secondo gli esperti l’emergenza sanitaria scoppiata a causa del Coronavirus può risolversi in due modi: potrebbe ridimensionarsi fino a scomparire del tutto come è successo con la SARS (anche se l’attuale epidemia ha dimostrato di essere più spietata di quella del 2003) o – nella peggiore delle ipotesi – potrebbe evolversi e diffondersi trasformandosi in una vera e propria epidemia.

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