Coronavirus: il prezzo del petrolio crolla, ma quello della benzina no

Il crollo del prezzo del petrolio innescato dal Coronavirus non sta portando a un abbassamento dei prezzi della benzina, come invece ci saremmo attesi

Il Coronavirus spaventa sempre di più l’economia internazionale. Definito dall’Oms “più pericoloso del terrorismo”. Il rallentamento dell’economia cinese sta generando un pericoloso effetto domino che potrebbe avere conseguenze ancora più gravi di quelle già evidenti. E la velocità e la diffusione del contagio rappresentano un rischio anche per il credito.

Giù il Pil della Cina

Standard & Poor’s nelle sue previsioni ha ridotto il Pil della Cina dal 5,7 al 5%, sostenendo che impatterà per lo 0,3% sul Pil globale nel 2020. Sono già diverse le aziende che hanno chiuso o bloccato le proprie attività. La General Motors, per esempio, ha annunciato che dalla prossima settimana inizierà la sospensione provvisoria delle attività a causa della carenza di componenti prodotti in Cina.

Crolla il prezzo del petrolio

Come vi avevamo già raccontato, non sono in pochi a definire l’allarme Coronavirus letteralmente distruttivo per il settore greggio. Foxbusiness ha detto che potrebbe rivelarsi “la Ground Zero del petrolio, l’evento di distruzione della domanda di greggio più significativo della storia”.

E in effetti l’effetto Coronavirus si fa sentire anche sul prezzo del petrolio, in caduta libera da settimane. Un crollo ad oggi di circa il 25%. Tuttavia, ciò non sta portando affatto a un abbassamento dei prezzi della benzina come invece ci saremmo attesi.

Solo lievi cali per il prezzo della benzina

Altroconsumo ha analizzato i dati pubblicati sul sito dell’Osservatorio Prezzi Carburanti dal Ministero per lo Sviluppo economico e confrontato i prezzi praticati in data 7 febbraio con quelli dello scorso 16 gennaio. L’indagine è stata condotta su 64.721 stazioni di rifornimento in tutta Italia. Il risultato è che, a fronte della riduzione del petrolio del 25%, mediamente i prezzi delle stazioni di servizio italiane sono diminuiti soltanto dell’1,6%.

La situazione italiana risulta piuttosto omogenea, con lievi differenze da regione a regione. Con un calo che sfiora il 2% sono l’Umbria e la Valle d’Aosta a detenere il primato delle regioni dove oggi è più conveniente fare il pieno. La variazione minima, invece, si registra in Campania, Molise e Sicilia, dove il prezzo della benzina scende dell’1,3% (qui trovate quanto calano i prezzi dei carburanti regione per regione).

Se a livello territoriale le differenze sono lievi, risultano più marcate le variazioni tra le diverse insegne. La marca che registra il calo maggiore è Agip-Eni, che diminuisce in media del 2,2%, seguita da Tamoil (-1,7%) e Q8 (-1,6%). Cala poi dell’1,4% la Esso, seguita da Api IP (-1,3%) e Total Erg (-1,2%). Vanno meglio per noi consumatori le insegne della grande distribuzione. La più conveniente è Conad, dove si può risparmiare il 2,5% sul prezzo del pieno, seguono Enercoop (2,2%) e Carrefour (2,1%).

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