Coronavirus, la Ground Zero del petrolio fa crollare il prezzo della benzina

Diretta conseguenza dell'emergenza Coronavirus è il crollo del prezzo del petrolio, che si tradurrà in un abbattimento dei costi della benzina

La psicosi da Coronavirus sta contagiando tantissimi italiani. La buona notizia è che il virus è stato isolato all’ospedale Spallanzani, e che non c’è motivo di lasciarsi travolgere da inutili allarmismi, perché si tratta di un virus meno pericoloso di una qualsiasi influenza grave che possa comunemente attaccarci.

Tra fake news e verità

Abbiamo visto come siano tante, e assurde, le “bufale” che ruotano attorno al Coronavirus, e come siano pesanti le ripercussioni sull’economia. Secondo diversi analisti gli effetti sul commercio saranno più devastanti di quelli causati dalla SARS. Non solo per le Borse e i mercati, ma anche, in un orizzonte più ristretto, per le attività cinesi in Italia e nel mondo.

Se da un lato vanno a ruba le mascherine “antivirus” e dall’altro si svuotano negozi e ristoranti cinesi e le metropolitane delle grandi città – epico il caso dello starnuto di un cinese sulla metro di Milano che ha portato il conducente a tenere il mezzo bloccato per due ore – arriva una buona notizia che farà piacere agli automobilisti.

Crollo del prezzo del petrolio

Diretta conseguenza dell’emergenza Coronavirus è il crollo del prezzo del petrolio, che con tutta probabilità si tradurrà in un abbattimento dei costi della benzina. Per i primi giorni della settimana l’abituale bollettino di Figisc e Anisa Confcommercio segnala la possibilità di ulteriori ribassi del prezzo finale dell’ordine di 0,5-0,7 centesimi al litro.

Venerdì Eni aveva deciso una diminuzione del prezzo consigliato ai gestori di 1 centesimo al litro su benzina e diesel, portando così il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina a 1,580 euro, e del diesel a 1,472 euro.

Dall’altro lato, però, gli effetti dell’epidemia del Coronavirus stanno preoccupando moltissimo i Paesi Opec produttori di petrolio, tesi per un possibile ulteriore crollo dei prezzi dell’oro nero.

Se andranno avanti così, i prezzi del petrolio, in particolare il greggio Nymex, registreranno il loro più significativo declino netto in percentuale dalla terribile settimana terminata il 30 novembre 2018, come monitorato da Dow Jones Market Data Group.

La “Ground Zero” del petrolio

Non sono in pochi a definire l’allarme Coronavirus letteralmente distruttivo per il settore greggio. Foxbusiness ha detto che potrebbe rivelarsi “la Ground Zero del petrolio, l’evento di distruzione della domanda di greggio più significativo della storia”.

Il 23 gennaio la Cina ha messo in quarantena nella città di Wuhan 11 milioni di persone. Le autorità cinesi hanno chiuso i negozi, annullato i voli aerei e i treni e distrutto la domanda di petrolio. E questo è stato solo l’inizio. Si è già registrato un calo di quasi il 30% nei viaggi rispetto all’anno precedente. Le fabbriche sono ancora chiuse e rimarranno chiuse.

L’Opec+ in campo

Intanto l’Opec+, vale a dire i Paesi membri dell’Opec più altri produttori compresa la Russia, prova a correre ai ripari mettendo a punto azioni di per arginare gli effetti negativi del crollo del prezzo del greggio: al vaglio c’è l’opzione di anticipare di un mese il previsto vertice del 5 e 6 marzo. È comunque fissata la riunione del comitato tecnico comune per i prossimi 4 e 5 febbraio a Vienna. Tra le date prese in considerazione, ha spiegato nella serata di ieri un delegato all’agenzia Bloomberg, ci sono l’8-9 febbraio e il 14-15 febbraio.

Buone notizie, dunque, per le nostre tasche perché spenderemo meno per fare benzina, ma segnali più che preoccupanti per le economie che dipendono dalla produzione di oro nero.

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