Contributo a fondo perduto, quando la banca può stornare l’accredito e cosa fare

Può accadere che la vostra banca (quella dell'Iban indicato nella domanda di contributo per le partite Iva) storni l'accredito del bonus erogato dall'Agenzia delle entrate. I casi e cosa fare

Tutte le partite Iva e i lavoratori autonomi che ne abbiano i requisiti hanno potuto richiedere fino al 28 maggio il contributo a fondo perduto previsto dal governo Draghi nel decreto Sostegni, come misura di sostegno alle attività che più sono state colpite dalle chiusure forzate e dalle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria Covid (qui tutti i passaggi per fare domanda).

Il contributo a fondo perduto a favore spetta ai soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA, residenti o stabiliti in Italia, a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (qui le aliquote e come si calcola).

Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019 (qui invece trovate tutti i casi in cui non spetta il bonus).

Sempre entro il 28 maggio è stato possibile, in caso di errore, presentare una nuova istanza, in sostituzione della domanda precedentemente trasmessa (qui tutti i passaggi da fare in caso di errori).

Contributo a fondo perduto, quando arriva il pagamento

Ma cosa succede una volta trasmessa la domanda? Il sistema informativo dell’Agenzia delle entrate risponde con un messaggio in cui è contenuto il protocollo telematico assegnato al file dell’istanza trasmessa (vi consigliamo di memorizzare questo codice perché consente, anche successivamente, di risalire all’istanza trasmessa).

Dopo che nell’area riservata “Consultazione esito” compare l’informazione sul riconoscimento del contributo, nel caso in cui sia stato scelto l’accredito in conto corrente, e l’Agenzia delle entrate abbia quindi emesso il mandato di pagamento, l’accredito della somma sul conto corrente del beneficiario avviene solitamente in un tempo tecnico di circa 5 giorni lavorativi.

Contributo a fondo perduto, quando la banca può stornare l’accredito

Ma potrebbe anche accadere che la vostra banca (quella dell’Iban indicato nella domanda di contributo) storni l’accredito del bonus erogato dall’Agenzia perché riscontra una situazione che non le consente di accreditare la somma.

Queste situazioni possono essere, per esempio, l’Iban non più valido, il conto corrente chiuso, il conto corrente non intestato al beneficiario e così via.

Contributo a fondo perduto, cosa fare se la banca storna l’accredito

Cosa fare in questo caso? In questi casi la banca procede al cosiddetto storno: cioè restituisce l’importo del contributo all’Agenzia delle entrate.

A quel punto cosa potete fare? Potete indicare all’Agenzia delle entrate un nuovo Iban valido su cui ottenere la riemissione del mandato di pagamento, utilizzando una specifica funzionalità web presente nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia.

La funzione è accessibile solo ai soggetti richiedenti (e non anche agli intermediari delegati al Cassetto fiscale) dalla home page del sito internet dell’Agenzia delle entrate, www.agenziaentrate.gov.it, selezionando “Area riservata” in alto a destra e successivamente il riquadro “Entratel /Fisconline”.

L’accesso può essere effettuato con una delle seguenti modalità con:

  • SPID
  • CIE
  • CNS
  • Fisconline
  • Entratel.

Una volta effettuato l’accesso, la funzione è accessibile selezionando il percorso “Servizi per → Richiedere” nel menu principale posto a sinistra.

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