Conti correnti, i costi nascosti (per gli italiani): la ricerca

Un'indagine mostra come gli italiani non conoscano quali sono i costi legati alla gestione del proprio conto corrente

Nonostante siano sempre più diffusi e utilizzati, i conti corrente restano una sorta di “oggetto misterioso” per tutti gli italiani. Soprattutto sul fronte dei costi: una buona fetta dei titolari di un conto corrente ammette di non sapere quali siano i costi connessi alla gestione dello strumento, dimostrando una scarsa cultura finanziaria e bancaria.

Questa una delle evidenze che emerge da un sondaggio condotto da Facile.it per valutare quale sia l’utilizzo di strumenti finanziari come il conto corrente e quali siano le abitudini degli italiani a riguardo. E, come detto, non sempre le conoscenze mostrate dagli intervistati sembrano essere adeguate agli strumenti stessi. Anche se, a causa del Covid, la cultura finanziaria dei risparmiatori italiani sembra stia velocemente crescendo.

Gestione conto corrente: costi ignoti per i risparmiatori

Nonostante la stragrande maggioranza dei risparmiatori italiani abbia almeno un conto corrente (solo il 5% degli intervistati da Facile.it afferma che nella propria famiglia nessuno ha un conto), c’è una fetta piuttosto sostanziosa che ignora quali siano i costi di gestione dello stesso. Il 15% di coloro che hanno risposto alle domande della ricerca commissionata da Facile.it – che possono tradursi in 5,5 milioni di risparmiatori – afferma di non sapere quanto paga mensilmente per tenere aperto il conto.

Chi, invece, è a conoscenza di queste cifre, sostiene che si tratti di un costo troppo elevato. Il 17%, infatti, afferma che vorrebbe ridurne il peso, pensando magari di passare a un altro istituto di credito con condizioni decisamente più favorevoli. Il 15%, inoltre, lamenta un aumento dei costi di gestione nel periodo febbraio-aprile 2020, nel pieno della pandemia. Probabile, però, che i prezzi siano rimasti sempre gli stessi, mentre sia cresciuta l’attenzione verso queste voci di costo.

L’effetto Covid e l’esplosione dell’home banking

Dall’indagine Facile.it emerge come molti correntisti abbiano deciso di cambiare istituto di credito nel corso dell’emergenza Covid. E, per molti, il cambio è stato dettato dalle funzionalità di home banking. Non potendo recarsi fisicamente in banca o presso un bancomat, i correntisti italiani hanno cercato “mezzi alternativi” con cui gestire i propri fondi. E la banca su Internet (o sullo smartphone) è stato il principale.

Il 27% degli intervistati ha ammesso di aver cambiato banca perché la propria non offriva servizi di home banking, mentre il 23% lo ha fatto perché riteneva inadeguati i servizi di banca online offerti dal proprio istituto di credito.

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