Ci salveranno i Coronavirus bond? In Cina emissioni record

La soluzione per fronteggiare, e superare, la terribile crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19 potrebbe chiamarsi Coronavirus bond, che in Cina vanno a ruba

La soluzione per fronteggiare, e superare, la terribile crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19 potrebbe chiamarsi Coronavirus bond.

I Coronavirus bond sono obbligazioni emesse dai singoli Stati nazionali ma garantite da tutti i Paesi dell’Unione Europea, allo scopo di finanziare le spese legate al contenimento del virus sia in campo sanitario sia per far fronte alle ricadute economiche delle misure di contenimento.

In pratica, significherebbe emettere almeno 500 miliardi di titoli garantiti dalla Bei, la Banca Europea per gli Investimenti, o da altre istituzioni ad hoc (ma non la Bce), allo scopo appunto di combattere il virus nei Paesi più colpiti, investendo in strutture sanitarie, nuovi ospedali, miglioramento di quelli esistenti, reparti di terapia intensiva, assunzioni di medici e infermieri.

Come stanno andando in Cina i Coronavirus bond

Il premier Conte l’ha proposto ai colleghi europei. In Cina, questa è già una realtà, che sta funzionando. Dai primi di febbraio le aziende cinesi hanno raccolto oltre 34 miliardi di dollari. Secondo le stime di Hua Chuang Securities, nell’ultimo mese queste emissioni dedicate sono state circa un quinto di tutti i collocamenti in yuan non effettuati da società finanziarie.

E hanno funzionato così bene che già a metà febbraio il quotidiano governativo China Securities Journal esortava i regolatori a stare attenti affinché le aziende non sfruttassero l’emergenza per andare oltre gli obiettivi dichiarati delle emissioni, e cioè principalmente finanziare attività di controllo e prevenzione dell’epidemia.

Le aziende, sottolinea il Wall Street Journal, hanno capito che potevano finanziarsi a basso costo. I rendimenti, in media tra l’1,6% e il 6%, sono più bassi rispetto alla norma e le società sfruttano l’occasione di rifinanziare il proprio debito pregresso, scongiurando il default. A sottoscrivere le obbligazioni sono soprattutto le banche di Stato, il che offre un sostegno in più alle imprese.

Le altre misure adottate in Cina

Ma la Cina ha fatto anche di più. Ha adottato degli aggiustamenti di politica monetaria e la People’s Bank of China ha indicato alle banche commerciali nuove azioni. La banca centrale ha istituto delle speciali linee di credito per gli istituti bancari nazionali e locali delle province colpite per un ammontare di 500 miliardi di yuan (71,2 miliardi di dollari). Le compagnie beneficiarie di questi prestiti sono oltre 3 mila.

Le banche commerciali sono state incoraggiate a offrire più prestiti alle PMI e a lavorare per ridurre i tassi di prestito rispetto al 2019. Infine, i produttori di forniture mediche e beni di prima necessità potranno ricevere forme di supporto creditizio a tassi di interesse agevolati e avere un rimborso dell’Iva.

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